Udine, 8 casi di violenza su 10 coinvolgono il partner o l’ex: 211 richieste di aiuto

La violenza di genere ha un volto spesso familiare: quello di chi condivide o ha condiviso la vita con la donna. È dentro le relazioni affettive che si concentra la parte più consistente degli episodi affrontati dal centro antiviolenza di Udine. Un fenomeno che torna al centro dell’attenzione con le iniziative promosse dal Comune in vista del 25 novembre.

Nel capoluogo friulano, otto casi di violenza di genere su dieci coinvolgono il partner o una persona con cui la donna ha avuto una relazione. È uno degli elementi che emergono dai dati del servizio comunale Zero Tolerance, aggiornati al 31 ottobre 2026. Nei primi dieci mesi dell’anno il centro antiviolenza ha ricevuto 211 nuovi contatti e seguito 151 percorsi di uscita dalla violenza: 84 avviati nel 2026 e 67 proseguiti dagli anni precedenti.

Numeri che si accompagnano a un calendario di 20 appuntamenti, dal 3 al 26 novembre, promosso dal Comune insieme a istituzioni, associazioni, scuole e realtà culturali del territorio in occasione della Giornata internazionale del 25 novembre.

Zero Tolerance, 151 percorsi di sostegno nei primi dieci mesi del 2026

I percorsi di accompagnamento richiedono generalmente tra sei mesi e un anno, anche se la durata varia in base alle singole situazioni. Nel corso del 2026 sono state registrate inoltre 10 accoglienze in emergenza, che hanno coinvolto complessivamente 20 persone tra donne e figli minori.

I dati consentono di delineare anche il profilo delle donne che si rivolgono al servizio. La fascia d’età più rappresentata è quella tra i 30 e i 39 anni, pari al 31% del totale, seguita dalle donne tra i 40 e i 49 anni (28%). Il 18% ha tra i 50 e i 59 anni, il 16% tra i 20 e i 29, mentre il 6% ha più di 60 anni e l’1% meno di 20.

Il 66% delle donne seguite è di nazionalità italiana. In 96 casi su 151 sono presenti uno o più figli, un dato che evidenzia il coinvolgimento dei minori nelle situazioni di violenza e la necessità di considerarne le esigenze nei percorsi di protezione.

La violenza attraversa anche livelli di istruzione e condizioni lavorative differenti: il 43% delle donne accompagnate ha un diploma di scuola superiore e il 28% una laurea. Il 64% risulta occupato, ma soltanto il 56% di queste donne si dichiara economicamente autosufficiente. Avere un lavoro, dunque, non significa necessariamente disporre delle risorse necessarie per raggiungere l’indipendenza economica e affrontare un percorso di uscita dalla violenza.

Quanto al rapporto con l’autore degli abusi, nel 46% dei casi si tratta del coniuge o convivente e nel 34% di un ex partner. Le situazioni seguite dal centro sono spesso caratterizzate dalla compresenza di diverse forme di abuso, con una significativa incidenza della violenza psicologica, accanto a quella sessuale e ai comportamenti persecutori.

I dati del 2025: richieste di aiuto sostanzialmente stabili

Il confronto con l’anno precedente restituisce un quadro di continuità nell’attività di Zero Tolerance. Nell’intero 2025 il servizio aveva registrato 237 contatti e seguito 188 donne, con 109 nuove prese in carico e 79 percorsi proseguiti dagli anni precedenti.

Nei primi dieci mesi del 2026 i nuovi contatti sono già 211, mentre i percorsi seguiti sono 151: 84 avviati nell’anno e 67 già attivi in precedenza. Il confronto va letto tenendo conto dei diversi periodi considerati, ma indica una sostanziale stabilità della richiesta di ascolto e accompagnamento.

Diminuiscono invece le accoglienze in emergenza. La flessione non corrisponde necessariamente a una riduzione delle situazioni di violenza: può riflettere anche procedure più rapide e una maggiore disponibilità di soluzioni di accoglienza sul territorio, alternative a quelle gestite direttamente dal progetto comunale.

Prevenzione nelle scuole e collaborazione con l’Università

Accanto all’ascolto e al sostegno delle donne, Zero Tolerance porta avanti attività di prevenzione rivolte in particolare alle nuove generazioni. Nel corso del 2026 sono state coinvolte 14 classi del liceo Percoto in iniziative dedicate alla violenza di genere, alle relazioni e al riconoscimento dei comportamenti abusanti. Entro la fine dell’anno sono previste altre attività anche allo Ial.

Il Comune ha inoltre avviato una collaborazione con l’Università degli Studi di Udine attraverso un protocollo che comprende convegni, iniziative informative, percorsi formativi e laboratori. Tra le attività previste c’è anche un ciclo di tre incontri dedicati alla violenza di genere e alla prevenzione.

Dal 3 al 26 novembre, 20 iniziative in città

Il calendario cittadino è partito il 3 novembre al Teatro San Giorgio con uno spettacolo per le scuole dedicato alla duchessa Romilda di Altan, accompagnato da un fumetto dal vivo e da un dibattito sui temi dell’identità, del genere e dell’esercizio del potere. Giovedì 5 novembre, alle 10.30, al parco Ardito Desio sarà inaugurata una nuova panchina rossa, simbolo permanente dell’impegno contro la violenza sulle donne.

Tra gli appuntamenti di approfondimento, il 10 novembre l’Università di Udine, in collaborazione con la Procura e il Comune, organizza un incontro sul Codice Rosso rivolto a insegnanti, educatori e professionisti. L’11 novembre sarà affrontato il ruolo del pronto soccorso nell’emersione delle situazioni di violenza, mentre il 12 novembre, nell’ambito del Fake News Festival, l’incontro “Le donne contano – L’indipendenza economica è anche una questione di genere” approfondirà il rapporto tra autonomia finanziaria, stereotipi e disparità.

Il programma comprende anche spettacoli teatrali, cinema e presentazioni di libri. Tra gli appuntamenti figurano “It’s Just a Body”, il 6 novembre, “Tipico maschio italiano”, di e con Lorenzo Maragoni, al Teatro San Giorgio il 13 e 14 novembre, e la proiezione dedicata a Carla Lonzi, il 20 novembre al Cinema Visionario.

Il 10 novembre, alla Biblioteca Joppi, i “Dialoghi in Biblioteca” presenteranno l’antologia di venti racconti “Il rischio di nascere donna”. Il 17 novembre tornerà “Spezzarte”, con un’opera collettiva interattiva composta dai contributi dei partecipanti. Il 21 novembre, alla Casa delle Donne, sarà presentato “Il pane avanzato”, dedicato alla storia di Marta Fiascaris e inserito nel programma OFF del Festival L’Eredità delle Donne 2026.

Il 23 novembre, sempre alla Biblioteca Joppi, la Commissione Pari opportunità del Comune promuoverà la presentazione del saggio di Giulia Sattolo sulle violenze sessuali subite dalle donne durante la guerra. Il giorno successivo è in programma l’incontro “Educare al rispetto – Voci e sguardi delle nuove generazioni sulla violenza di genere”.

Il 25 novembre il focus sulla violenza digitale

La giornata del 25 novembre sarà scandita da due appuntamenti. Alle 14, a Palazzo Antonini, l’Università di Udine organizzerà il convegno “Violenza di genere nella dimensione digitale”, dedicato alle forme di abuso online. L’iniziativa comprenderà anche la consegna dei premi di laurea in memoria di Silvia Gobbato e le testimonianze delle borsiste della Scuola estiva 2026 della Società italiana delle storiche.

Alle 15, alle Officine Giovani, è previsto “In un mondo che ci vuole piccole facciamo rumore”, con attività artistiche, teatro, musica e laboratori creativi dedicati alla violenza di genere e all’autodeterminazione.

Nella settimana del 25 novembre, dalle 20, Palazzo Florio sarà illuminato di rosso. Nei pubblici esercizi cittadini verrà inoltre distribuito materiale informativo sulle “Stanze tutte per sé”, gli spazi di accoglienza per le donne in difficoltà presenti in Questura e nelle caserme dei Carabinieri di Udine.

Il calendario si concluderà il 26 novembre. All’Auditorium Zanon si terrà “Rispettami! – Tappa Zero”, progetto rivolto alle scuole e giunto alla decima edizione, che affronterà il tema della violenza di genere attraverso il linguaggio cinematografico.

Alle 14.30, all’Auditorium della Biblioteca Nuova Rizzi, il convegno “Violenza è anche quella che non si vede” sarà dedicato alla violenza economica nelle relazioni e nei luoghi di lavoro. Alle 17, alla Casa delle Donne “Paola Trombetti”, l’iniziativa “Parole di forza. Pagine contro ogni violenza” proporrà letture rivolte all’infanzia.