Mucche più “felici”, latte più buono: la prima stalla friulana certificata per il benessere animale

La prima stalla regionale ad ottenere la certificazione sul benessere animale.

C’è un’azienda agricola ad Azzano Decimo dove la qualità della vita dei bovini è diventata un marchio di garanzia nazionale: la società agricola Principi di Porcia e Brugnera è infatti la prima realtà del Friuli Venezia Giulia — e tra le prime cento in tutta Italia — a ottenere la certificazione volontaria Sqnba (Sistema di Qualità Nazionale Benessere Animale).

Il riconoscimento segue i rigidi criteri stabiliti nel 2022 dal Ministero dell’Agricoltura (Masaf) ed è il risultato di un coordinamento che ha visto lavorare fianco a fianco la proprietà, i dirigenti aziendali, i tecnici dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia e l’organismo di controllo Ifcq di San Daniele.

Un traguardo raggiunto senza incentivi

La scelta di puntare sulla certificazione Sqnba non nasce da una convenienza economica immediata, ma da una precisa filosofia aziendale.

“Conosciamo da molti anni l’impegno della Principi di Porcia verso la sostenibilità e il costante miglioramento dedicato al benessere animale della loro mandria – dicono il direttore dell’Associazione Allevatori, Marco Bassi, e il tecnico Claudio Pasquini -. Il raggiungimento della certificazione non è indubbiamente alla portata di tutte le aziende, ma alla stalla azzanese sono stati sufficienti alcuni interventi innovativi per mettersi in linea con tutti i 51 parametri richiesti dal protocollo “bovini da latte in stalla”, nonostante il raggiungimento della Sqnba non preveda alcun riconoscimento economico o, come in questo caso dove non siamo in presenza di pascolo a disposizione delle bovine, nemmeno di premi europei”.

L’economia circolare che sostiene l’ambiente

L’azienda si estende su quasi 900 ettari tra sette diversi Comuni, seguendo un modello di gestione dove ogni scarto diventa risorsa; 550 ettari sono destinati a seminativi che producono circa il 70% del foraggio e dei cereali necessari alla mandria.

Le deiezioni degli animali alimentano poi l’impianto a biogas, che restituisce sostanza organica per i campi. Oltre alla stalla, l’azienda gestisce 60 ettari di noci, 30 di pioppeto e 145 di vigneto sotto il protocollo ministeriale Viva. L’intera struttura, grazie a biogas, idroelettrico e solare, è oggi completamente autosufficiente dal punto di vista energetico.

“La nostra azienda è organizzata, storicamente, per le produzioni diversificate, con la stalla al centro – spiega il direttore dell’azienda, Andrea Quellerba -. L’economia circolare che abbiamo implementato anno dopo anno, si riflette indubbiamente sulla sostenibilità ambientale, ma anche su quella economica perché se gli animali stanno bene, sono più sani, producono meglio e di più. Ora, la certificazione rende maggiormente trasparenti tali risultati”.

Numeri e qualità: il salto tecnologico della stalla

Attualmente la stalla ospita 355 capi, con 190 vacche che garantiscono una produzione annua di 2.200.000 litri di latte. Il miglioramento tecnologico ha avuto un impatto diretto sui dati produttivi: il passaggio dalla lettiera permanente al sistema a cuccette ha portato un incremento dell’8% delle vacche in lattazione e un +7% della produzione di latte per ogni singolo capo e un 97% in più dei parametri di qualità del latte.

Un esempio per il territorio regionale

Il successo della Principi di Porcia viene visto dall’Associazione Allevatori Fvg come un volano per l’intera zootecnia locale. L’auspicio è che questo primato faccia da apripista per altre realtà friulane. “Confidiamo che la Principi di Porcia si trasformi in uno stimolante esempio anche per altre aziende regionali alle quali non mancherà, nel caso, il sostegno e la collaborazione di tutto lo staff tecnico dell’Associazione” conclude Bassi.