Cosa fare e cosa vedere ad Amaro: tra storia, natura e leggende

Amaro, piccolo comune della Carnia, è il primo paese che si incontra entrando in questa affascinante area montana del Friuli Venezia Giulia. Sorge in una posizione geografica strategica, là dove il fiume Fella confluisce nel Tagliamento, alle pendici del maestoso Monte Amariana, offrendo al visitatore un mix equilibrato di storia, natura e tradizioni popolari.

Un crocevia storico alle porte della Carnia

Fin dal Medioevo, e già a partire dal Trecento, Amaro è stato un importante punto di passaggio per mercanti, eserciti e viandanti diretti verso il Nord Europa. Questa vocazione di luogo di transito è testimoniata anche dai numerosi ritrovamenti archeologici di epoca romana: monete, pietre sepolcrali e oggetti in bronzo, ferro e terracotta, tra cui esemplari risalenti agli imperatori Vespasiano, Tito e Domiziano.

Passeggiando nella parte più antica del paese si possono ancora cogliere queste stratificazioni storiche, soprattutto lungo via Oscura, dove resistono edifici di notevole interesse, e davanti alla suggestiva fontana monolitica di fine Seicento, uno degli angoli più caratteristici del centro.

Le chiese di Amaro

Tra i luoghi di maggiore interesse artistico spicca la Chiesa di San Valentino, risalente al XVII secolo. Al suo interno conserva un prezioso altare settecentesco e una pala del tardo Cinquecento che raffigura San Valentino e San Biagio, la Madonna con Bambino e angeli, opera di grande valore devozionale e artistico.
Altro edificio simbolo del paese è la Chiesa di San Nicolò Vescovo, costruita alla fine dell’Ottocento su progetto dell’architetto Girolamo D’Aronco. La chiesa sorge sul sito dell’antica parrocchiale, ormai insufficiente per accogliere la comunità, e rappresenta uno degli esempi più interessanti dell’architettura religiosa dell’epoca in Carnia

Natura e passeggiate tra acqua e boschi

Per chi ama la tranquillità e il contatto con la natura, Amaro offre itinerari semplici ma suggestivi. Passando davanti al Mulino Rainis e seguendo il sentiero, si raggiunge il Laghetto di Cison, un luogo ideale per una passeggiata rilassante o per la pesca sportiva senza licenza. Qui è facile osservare cigni e germani che scivolano sull’acqua, rendendo l’atmosfera particolarmente suggestiva.

Di grande interesse naturalistico è anche la Cascata del Torrente Favarinis, che si getta per circa dieci metri in una forra scavata nel Monte Amariana. Le pareti rocciose custodiscono resti fossili di megadonti, antichi bivalvi dalla caratteristica sezione a forma di cuore, mentre tutt’intorno si estende un fitto bosco di pini neri. Per raggiungerla si percorre la statale 52 in direzione Stazione di Carnia, si svolta prima del viadotto seguendo le indicazioni per Campiolo e, dopo aver lasciato l’auto nei pressi del ponte sul torrente Favarinis, si prosegue a piedi lungo il sentiero.

La Festa del Gambero e la leggenda popolare

Amaro è conosciuta anche per una delle sue tradizioni più curiose: la Festa del Gambero, che si svolge nel mese di luglio. La manifestazione affonda le radici in una leggenda popolare tramandata nel tempo. Si racconta che alcune donne, mentre lavavano i panni in una risorgiva, videro una creatura dall’aspetto spaventoso, dotata di grandi tenaglie. Terrorizzate, chiesero aiuto agli uomini del paese che, armatisi di coraggio, si recarono sul posto.

Scoprirono però che il “mostro” era semplicemente un grosso gambero. Per non smentire la loro fama di eroi, tornarono a casa raccontando che “per combattere la rude bestia erano partiti in trentadue ed erano tornati in ventidodici”, dando origine a un racconto ironico che ancora oggi caratterizza l’identità del paese.

Un piccolo borgo da scoprire

Tra testimonianze storiche, chiese di pregio, percorsi naturalistici e tradizioni popolari, Amaro rappresenta una porta d’ingresso ideale alla Carnia, perfetta per una sosta rilassante o come punto di partenza per esplorare il territorio circostante. Un luogo dove il passato incontra la natura e le leggende continuano a vivere nel racconto della comunità