Nuova strada per il rifugio Marinelli, ora si muove anche il Cai

La nuova strada per il rifugio Marinelli.

Il Cai esprime con forza la propria contrarietà alla nuova strada per il Marinelli. Questa la posizione unanime emersa nella riunione in streaming organizzata nei giorni scorsi dal Cai Friuli Venezia Giulia con i presidenti delle sezioni che rappresentano i 18.000 soci che l’associazione alpinistica conta in regione. Il Cai Fvg si era già espresso ufficialmente in tal senso insieme a Legambiente Fvg con l’invio alla Regione delle proprie osservazioni nel corso della procedura di Valutazione d’Incidenza del progetto e aveva manifestato all’Amministrazione e al Consiglio regionale la propria preoccupazione per il proliferare di nuove strade forestali, realizzate e in fase progettuale, facendosi portavoce di una petizione che richiedeva la redazione di un piano regionale della viabilità forestale che investisse i fondi pubblici in modo oculato, rispettoso dell’ambiente e delle esigenze sociali ed economiche delle popolazioni locali.

“Insieme alle sezioni e ai nostri organi tecnici ribadiamo l’inutilità della nuova strada della Val Collina – afferma Silverio Giurgevich, presidente del Cai Friuli Venezia Giulia – un’opera, e in particolar modo il terzo lotto da Casera Plotta al Rifugio Marinelli, che è prevista in un ambiente privo di alberi, in cui Vaia non ha potuto arrecare danni e che risulterebbe invece pesantemente danneggiato dall’intervento umano”. Secondo il Cai le risposte pervenute dagli Uffici regionali non sono esaustive e prevedono illusorie prescrizioni a tutela di un intuibile utilizzo improprio del collegamento.

Sulla nuova strada per il rifugio Marinelli è ancora scontro: “Un progetto inutile e dannoso”

“I rifugi devono essere raggiunti dalla strada solo per le strette necessità di servizio e il Marinelli già ne ha una – sottolinea Giurgevich – sostituendo la parte terminale del sentiero Cai 148 con una strada percorsa da mezzi motorizzati si andrebbe anche a banalizzare l’esperienza di una frequentazione autentica della montagna d’alta quota che gli escursionisti possono provare in quella zona della Carnia e in uno dei suoi storici presidi quale è il Rifugio Marinelli”.

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