Carnia e montagna del Friuli invase dai topi, residenti preoccupati: “Ma no a comportamenti pericolosi per l’ambiente”

L’invasione dei topi in Carnia e in montagna in Friuli.

Eccezionale presenza di piccoli roditori, per lo più arvicole e topi selvatici dal collo giallo, in Carnia e in gran parte della montagna del Friuli Venezia Giulia. Nulla di allarmante, rassicurano gli esperti, ma un fenomeno, eccezionale certo, legato alla straordinaria pullulazione di questi animali dovuta a particolari condizioni.

La grande produzione di faggiola, il frutto del faggio di cui questi topolini sono ghiotti e in abbondanza nelle montagne friulane dopo le straordinarie nevicate di quest’anno, ha provocato questa eccezionale polluzione. Un’invasione che, esattamente come era successo nel 2012, sta destando preoccupazione tra i residenti.

La questione arriva fino a banchi del consiglio regionale.

La questione è stata affrontata anche dal Consiglio regionale, dove il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia Giampaolo Bidoli depositerà a breve un’interrogazione alla Giunta Fedriga per sapere se la Regione
stia portando avanti un adeguato monitoraggio della pullulazione di arvicole e topi selvatici nel territorio montano, se abbia intenzione di avviare una campagna informativa rivolta alla popolazione, al fine di tranquillizzarla e di indicarle i corretti comportamenti da tenere, e quali azioni di informazione e coordinamento con i comuni colpiti da questo fenomeno intenda predisporre.

C’è molta preoccupazione tra la popolazione – spiega Bidoli – e i Comuni sono sotto pressione e agiscono in ordine sparso. È necessario che la Regione si assuma direttamente la responsabilità di una corretta comunicazione e coordinamento delle misure. È chiaro a tutti gli addetti ai lavori che questo evento è assolutamente naturale, discende da ragioni biologiche e climatiche ed è destinato a rientrare grazie al riequilibrio dell’ecosistema – osserva Bidoli -. Nonostante questo, è inevitabile che un aumento così rapido e visibile degli esemplari di roditori, sia in vita sia morti, crei apprensione nella popolazione e porti anche alla circolazione di notizie false e comportamenti pericolosi per l’ambiente, come la dispersione di veleni”.

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