Da Toronto a Tolmezzo: il Museo Gortani accoglie i friulani del Canada

Oltre cento rappresentanti della Federazione dei Fogolârs Furlans del Canada sono stati accolti al Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo, dove hanno potuto riscoprire tradizioni, oggetti e testimonianze legate alla storia della Carnia e del Friuli.

La visita, organizzata in collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo, si inserisce nel viaggio in Friuli Venezia Giulia compiuto dalla delegazione canadese in occasione del tradizionale ritrovo biennale e della Convention annuale dei Friulani nel Mondo, in programma il 24 e 25 luglio.

Ad accogliere gli ospiti è stata la presidente del Museo Carnico, Aurelia Bubisutti, che li ha accompagnati in un percorso tra gli ambienti domestici, le attività artigianali e le collezioni che raccontano la vita quotidiana delle comunità carniche.

La visita alla mostra dedicata alle erbe

La delegazione ha visitato anche la mostra “Storie di erbe: un cammino tra magia, miti, focolare e credenze”, il percorso espositivo dedicato al rapporto tra l’uomo e la natura e alle conoscenze popolari sviluppate nel corso dei secoli.

La mostra raccoglie testimonianze legate a oltre cinquanta specie vegetali, illustrandone gli utilizzi nell’alimentazione, nella medicina tradizionale, nella cura degli animali e nei rituali religiosi e magici.

Oggetti, racconti popolari e acquerelli botanici realizzati da Anita Frison ricostruiscono così un patrimonio di pratiche e saperi che ha accompagnato per generazioni la vita delle popolazioni carniche.

Gli scarpets realizzati davanti agli ospiti

Tra i momenti più apprezzati della giornata anche la dimostrazione dedicata agli scarpets carnici, le tradizionali calzature realizzate a mano e oggi riscoperte anche dal mondo della moda contemporanea.

Le artigiane autorizzate a utilizzare il marchio di certificazione “Scarpetti®” hanno mostrato dal vivo le tecniche di lavorazione tramandate per secoli dalle donne della Carnia.

Una tradizione che il Museo sta valorizzando attraverso i progetti “Scarpetti. I scarpets de Cjargne” e “Casa Gortani. Tramandare il futuro”, con l’obiettivo di trasformare le competenze artigianali in un’occasione di crescita culturale, sociale e professionale.

“Un incontro tra persone unite da una storia comune”

“Accogliere i Fogolârs Furlans del Canada al Museo Carnico è stato molto più che ospitare una visita: è stato un incontro tra persone unite da una storia comune e dal desiderio di mantenere vivo il legame con la propria terra – ha dichiarato Aurelia Bubisutti –. Il Museo nasce proprio per custodire questa memoria, ma soprattutto per farla vivere, creando occasioni di dialogo tra generazioni, culture e comunità”.

La presidente ha sottolineato come, in occasioni di questo tipo, il patrimonio conservato nelle sale del Museo riacquisti pienamente il proprio significato, diventando uno strumento di relazione, identità e futuro.

Anche il presidente dell’Ente Friuli nel Mondo, Franco Iacop, ha evidenziato il valore dell’iniziativa. “Visitare il Museo Gortani significa incontrare le radici più autentiche della friulanità e della Carnia in particolare. Abbiamo voluto accompagnare la Federazione dei Fogolârs Furlans del Canada alla riscoperta di luoghi, storie, oggetti e tradizioni capaci di rafforzare il senso delle origini”.

La collaborazione tra il Museo Carnico e l’Ente Friuli nel Mondo era stata avviata lo scorso maggio, in occasione di una missione in Brasile dedicata alle comunità dei Fogolârs Furlans.

Lo scambio di doni tra Carnia e Canada

La giornata si è conclusa con un momento conviviale e con uno scambio di omaggi tra le due comunità. Aurelia Bubisutti ha consegnato al presidente della Federazione dei Fogolârs Furlans del Canada, Renzo Rigutto, il catalogo “L’arte popolare in Carnia. Il Museo carnico delle arti e tradizioni popolari” di Michele Gortani.

La delegazione canadese ha ricambiato regalando alcuni prodotti a base di acero, simbolo del Canada. Un gesto che ha suggellato un incontro dedicato alla memoria, alla condivisione e al legame ancora vivo tra il Friuli e i suoi emigrati nel mondo.