Resta avvolto nel riserbo il ritrovamento del corpo senza vita di una donna avvenuto nella martedì 17 febbraio lungo le rive dell’Isonzo, nel territorio comunale di Gorizia. Il cadavere è stato scoperto intorno alle 8 all’altezza del quartiere di Straccis, in prossimità della centrale idroelettrica.
Secondo quanto emerso, sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, che hanno effettuato i primi rilievi. Gli accertamenti iniziali avrebbero escluso la presenza di segni evidenti di violenza o lesioni riconducibili all’azione di terzi, allontanando quindi l’ipotesi dell’omicidio.
Le ipotesi al vaglio
Il corpo non si trovava immerso nell’acqua, ma sulla riva del fiume. Tra le piste considerate dagli inquirenti vi è quella di un malore che avrebbe colpito la donna mentre si trovava a passeggiare lungo l’argine. Non viene tuttavia esclusa in modo definitivo l’ipotesi del gesto volontario, anche alla luce di alcuni segni compatibili con una permanenza in acqua. Sarà l’esame autoptico a chiarire con precisione le cause del decesso.
Il nodo dell’identità
A rendere più complessa la vicenda è l’assenza di documenti. La donna, dall’età apparente compresa tra i 65 e i 70 anni, non aveva con sé alcun elemento utile all’identificazione. Al momento, fanno sapere dalla Questura, non risultano denunce di scomparsa riconducibili al caso.
Non si esclude che possa trattarsi di una cittadina slovena: l’area dell’Isonzo, infatti, è frequentata anche da residenti di Nova Gorica, che spesso attraversano il confine per passeggiare lungo le rive del fiume.




