Un giovane di 20 anni, residente ad Azzano Decimo, è stato riportato in carcere dopo una serie di violazioni della misura degli arresti domiciliari avvenute nell’arco di appena 15 giorni.
Il provvedimento è stato eseguito sabato 20 giugno dai Carabinieri della Stazione di Azzano Decimo, insieme ai militari della Sezione Radiomobile della Compagnia di Pordenone, in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Udine.
L’origine della misura cautelare
Il giovane marocchino si trovava agli arresti domiciliari dopo essere stato coinvolto in una rapina avvenuta a Codroipo il 2 giugno. Dopo l’arresto iniziale, la misura era stata applicata per consentire la detenzione presso la propria abitazione.
Già pochi giorni dopo, il 4 giugno, durante un controllo di routine, i Carabinieri non lo avevano trovato in casa. Rintracciato poco dopo in una zona rurale vicino all’abitazione, era stato arrestato in flagranza per evasione e trasferito in carcere.
Il ritorno ai domiciliari con braccialetto elettronico
Dopo la convalida dell’arresto, il giudice aveva nuovamente disposto gli arresti domiciliari, questa volta con l’applicazione del braccialetto elettronico. La misura, però, non ha impedito ulteriori violazioni.
Il 18 giugno, il sistema di controllo del braccialetto elettronico ha fatto scattare un primo allarme. I Carabinieri hanno rintracciato il giovane ad Azzano Decimo, dove si trovava in auto con un’altra persona. In quell’occasione è stato nuovamente arrestato e riportato ai domiciliari.
Il giorno successivo si è verificata una nuova violazione. L’allarme del dispositivo ha segnalato un ulteriore allontanamento e il 20enne è stato poi rintracciato a Pordenone, dove è stato arrestato ancora una volta.
La decisione del giudice e il carcere
A seguito delle ripetute violazioni e dell’inefficacia della misura domiciliare, il GIP del Tribunale di Udine ha disposto la revoca degli arresti domiciliari. Il giudice ha quindi sostituito la misura con la custodia cautelare in carcere, ritenendo non più adeguato il regime domiciliare. Il giovane è stato infine condotto presso la casa circondariale di Pordenone, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria.
