C’erano già state tensioni, episodi di violenza e una minaccia con un coltello. Poi, sabato pomeriggio, l’aggressione mortale. Sul femminicidio di San Giovanni al Natisone gli investigatori stanno ora ricostruendo la storia della coppia e gli elementi che possono aver portato all’omicidio di Fengjiao Chen, 54 anni, uccisa dal marito Qizhang Wang, 52 anni.
Al centro dell’inchiesta ci sono anche le ragioni dei continui contrasti tra i due. Secondo quanto emerso finora, il movente sarebbe di natura economica: Wang avrebbe chiesto alla moglie una somma consistente di denaro con l’intenzione di tornare in Cina e rifarsi una vita nel Paese d’origine.
L’aggressione in casa
L’allarme è scattato nel pomeriggio di sabato, quando nell’abitazione di via delle Scuole la situazione è degenerata. Erano circa le 16.30 quando è stata effettuata una chiamata al 112.
All’arrivo dei carabinieri, Chen era già esanime. La donna era stata colpita con un coltello e non è stato possibile salvarla. Il marito si trovava ancora nell’abitazione, in stato di alterazione anche a causa dell’alcol. I militari lo hanno arrestato senza che opponesse resistenza.
La Procura di Udine procede per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dal vincolo familiare. Gli accertamenti sono affidati al Nucleo investigativo dei carabinieri di Udine, impegnato a ricostruire la dinamica dell’aggressione e ciò che l’ha preceduta.
Le tensioni e le minacce
Nel corso delle indagini, come riporta il Messaggero Veneto, sono emersi episodi precedenti che delineano una situazione familiare già segnata dalla conflittualità.
A giugno Wang avrebbe minacciato di morte la moglie mostrando un coltello. L’episodio sarebbe avvenuto alla presenza di un testimone. In precedenza erano inoltre arrivate segnalazioni alla polizia locale di San Giovanni al Natisone riguardo al comportamento aggressivo dell’uomo.
Il possibile movente economico
Uno dei punti sui quali si concentra l’inchiesta riguarda il denaro. La donna si occupava della gestione economica della attività di famiglia. Wang avrebbe avanzato nel tempo diverse richieste di denaro alla moglie che negli ultimi tempi sarebbero diventate più pressanti.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il cinquantaduenne avrebbe voluto disporre di una somma importante per lasciare l’Italia e tornare nella provincia cinese di origine del Fujian. Il rifiuto o l’impossibilità della moglie di consegnargli quanto richiesto sarebbe all’origine della lite culminata nell’aggressione.
Il movente, tuttavia, resta un elemento dell’inchiesta che dovrà essere ulteriormente verificato attraverso gli accertamenti della Procura.
La Procura di Udine ha disposto l’autopsia sul corpo della cinquantaquattrenne. L’esame, affidato al medico legale Carlo Moreschi, dovrà contribuire a chiarire la dinamica dell’aggressione, anche attraverso l’analisi delle ferite riportate dalla donna. Wang è detenuto nel carcere di Udine.

