L’indagine sul seminario arcivescovile “San Luigi Scrosoppi” di Udine.
La Procura di Udine ha chiuso le indagini sull’ammanco da oltre 1,2 milioni di euro che avrebbe colpito il seminario arcivescovile “San Luigi Scrosoppi”. Le ipotesi di reato sono appropriazione indebita e autoriciclaggio. Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex economo della struttura e per un imprenditore edile udinese.
Secondo l’accusa, i due avrebbero sottratto in concorso oltre un milione e 200mila euro tra il 2018 e il 2022 dalle casse della diocesi, utilizzando un sistema che avrebbe aggirato i controlli amministrativi interni. Al centro dell’inchiesta ci sono lavori formalmente riferiti a un immobile di proprietà del seminario a Reana del Rojale. Per la Procura, quegli interventi sarebbero stati in realtà il paravento per finanziare ristrutturazioni e migliorie su immobili riconducibili all’ex economo, all’imprenditore o a loro familiari.
Le anomalie sarebbero emerse nel 2023, con l’arrivo del nuovo economo. Dopo un approfondito lavoro di verifica interna, durato oltre un anno, la situazione è stata portata all’attenzione dell’autorità giudiziaria con una denuncia formale.
L’arcivescovo Lamba: “Addolorato da questa triste vicenda”
L’indagine interna è stata avviata dall’allora Arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato e proseguita dal suo successore monsignor Riccardo Lamba. Tutti gli elementi raccolti sono all’attenzione delle competenti autorità.
“Sono addolorato per la triste vicenda, nutro piena fiducia nello svolgimento delle indagini”. Sono le brevi parole dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba. “Il Seminario custodisce un patrimonio di fede e storia, oltre che di beni immobili e culturali. Confidiamo che, con l’aiuto del Signore e di tutte le parti coinvolte, le irregolarità possano essere sanate”.
“L’ente Seminario continuerà a muoversi sulla via della legalità e della trasparenza” afferma il rettore del Seminario, don Daniele Antonello. “L’indagine che abbiamo avviato con mons. Mazzocato e proseguito con mons. Lamba va proprio nella direzione di garantire correttezza e limpidezza nella gestione di un patrimonio di tutte le comunità cristiane dell’Arcidiocesi”.




