Dal Friuli al tetto del Mondo: Dino Zoff compie 84 anni

Nel giorno del 84° compleanno, Dino Zoff è stato protagonista alla cerimonia delle Benemerenze 2026 della Lega Nazionale Dilettanti e del Settore Giovanile e Scolastico della Figc, ricevendo un lungo applauso e importanti riconoscimenti. Un tributo che ha unito celebrazione sportiva e radici territoriali, con un forte richiamo al Friuli Venezia Giulia, terra che ha visto nascere e crescere uno dei più grandi portieri della storia del calcio.

Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della LND, Giancarlo Abete, che ha definito Zoff «una persona che ha fatto grande il calcio italiano», sottolineando come il suo percorso dimostri che si può arrivare ai successi mondiali anche partendo da realtà dilettantistiche. Parole che hanno accompagnato la consegna della medaglia d’oro e del distintivo della Lega Dilettanti.

Ho iniziato dai dilettanti: il valore delle radici

«Io ho iniziato dai dilettanti, è importante partire da un buon asilo per poi andare all’università», ha dichiarato Zoff dal palco, ribadendo con semplicità il senso del suo percorso. «Lo sport mi ha dato tante occasioni, è stato la mia scuola, ne sono orgoglioso e voglio ringraziare chi mi ha dato la possibilità di iniziare a giocare».

Un messaggio rivolto soprattutto ai giovani, in un’epoca in cui – ha sottolineato – «hanno tutto e pensano che quando perdono sia colpa di qualcun altro». Per Zoff, lo sport resta prima di tutto una palestra di vita: «Dobbiamo essere consci che lo sport dà dei valori, la fortuna fa parte della vita così come dello sport».

Dal Friuli al Mondiale del 1982

Nato a Mariano del Friuli l’8 febbraio 1942, Zoff muove i primi passi proprio nelle squadre locali, iniziando nell’Unione Sportiva Mariano, realtà dilettantistica del suo paese natale. Successivamente approda all’Udinese, con cui debutta tra i professionisti nei primi anni Sessanta.

La sua carriera prosegue al Mantova e poi al Napoli, dove conquista una Coppa Italia e inizia a imporsi come uno dei portieri più affidabili del panorama nazionale.

Il salto definitivo avviene con la Juventus, club con cui vincerà numerosi scudetti e coppe nazionali, diventando un simbolo di continuità e solidità tra i pali.

Il punto più alto della carriera arriva però con la Nazionale: capitano dell’Italia, Zoff alza al cielo la Coppa del Mondo nel 1982, diventando – a 40 anni – il più anziano capitano a vincere un Mondiale. Un’immagine entrata nella storia dello sport italiano.

Dal campo alla panchina, sempre con lo stesso stile

Conclusa la carriera da calciatore, Zoff intraprende quella da allenatore e dirigente. Guida club prestigiosi come Juventus e Lazio, conquistando anche una Coppa Italia e una Coppa Uefa con i biancocelesti, e diventa commissario tecnico della Nazionale, portandola fino alla finale di Euro 2000.

In ogni ruolo, Zoff ha mantenuto lo stesso tratto distintivo: sobrietà, rigore morale, rispetto delle regole. Un profilo che lo ha reso non solo un campione, ma un punto di riferimento etico per il calcio italiano.

Un patrimonio per il Friuli Venezia Giulia

Il tributo ricevuto alla cerimonia della Lega Dilettanti non è stato solo un omaggio alla carriera, ma un riconoscimento al valore simbolico di un uomo che dal Friuli Venezia Giulia ha raggiunto il vertice del calcio mondiale.

La sua presenza accanto alle società dilettantistiche friulane e l’abbraccio dell’Udinese testimoniano un legame che non si è mai spezzato. Perché, come ha ricordato lui stesso, «questo asilo è determinante»: è da lì che si costruiscono i campioni, ma soprattutto le persone.