L’inferno sul Carso. Aria irrespirabile. Gli incendi. Strade bloccate, caos sui treni

L’incendio sul Carso.

Forte odore di bruciato fino a chilometri di distanza, da Udine a Grado, sensazione di aria irrespirabile, fumo che avvolge ogni cosa: un inferno di fiamme, l’incendio che ha sconvolto il Carso continua a tenere impegnate le squadre dei vigili del fuoco, intenti ad evitare il peggio. Per tutta la notte tra martedì e oggi, mercoledì 20, sono continuate le difficili operazioni di spegnimento dei tre principali focolai compresi tra Medeazza, Lisert e Sablici, che risultano tuttora attivi. I pompieri hanno anche difeso dall’avanzare delle fiamme alcune abitazioni di Medeazza, frazione di Duino-Aurisina. Una ventina di persone sono state evacuate.

I vigili del fuoco italiani e sloveni, così come il Corpo forestale della Regione e i volontari dei gruppi comunali di Protezione civile della provincia di Trieste e di tutto l’isontino dopo essersi alternati tutta la notte nel tentativo di contenere l’incendio, in attesa degli interventi aerei, anche questa mattina hanno ripreso la loro lotta contro il fuoco, rafforzata dall’intervento degli elicotteri.

Al momento rimangono ancora chiuse autostrada, strada del Vallone 55 e linea ferroviaria. L’Arpa, che da ieri sta monitorando l’aria, segnala che nella stazione di qualità dell’aria “Area verde” di Monfalcone nella notte di martedì 19 luglio e nelle prime ore di mercoledì 20 luglio i dati delle PM10 risultano “molto alti”, con valori in alcune zona anche pesantemente fuori scala. Rimane ancora da stabilire l’origine dell’incendio che sta sconvolgendo il Carso. E al momento nessuna ipotesi, nemmeno quella dolosa, sarebbe da escludere.

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