L’esame autoptico sul corpo di Mario Ruoso, l’87enne storico patron di TelePordenone, ha confermato la ferocia dell’assalto avvenuto mercoledì scorso. I risultati dell’indagine medica definiscono i contorni dell’omicidio come una vera e propria “mattanza” consumata nell’androne della sua abitazione mentre l’uomo stava uscendo.
I rilievi del medico legale
Il dottor Antonello Cirnelli, incaricato dalla Procura di Pordenone, ha condotto un esame necroscopico durato oltre sei ore. Secondo il referto, Ruoso è stato raggiunto da 8 colpi alla testa sferrati con estrema violenza. La forza dei colpi, inferti con una spranga di metallo, è stata tale da causare la completa apertura della teca cranica e lo sfondamento della base del cranio, rimasto schiacciato contro il pavimento.
Per la gravità delle lesioni, il medico legale ha dovuto procedere con tecniche d’indagine approfondite, inclusa la rimozione della cute del volto, per mappare con precisione la direzione di ogni ferita. All’esame hanno assistito anche il perito della difesa, Giovanni Del Ben, e l’avvocato Giorgio Mazzuccato.
Confermata la confessione.
L’indagine conferma nei dettagli la confessione di Loriano Bedin. Il 67enne, ex dipendente della vittima, aveva ammesso le proprie responsabilità dopo essere stato messo alle strette dalla Polizia. A incastrare Bedin sono state le immagini dei sistemi di videosorveglianza del condominio, che lo hanno ripreso mentre saliva le scale armato della spranga utilizzata per il delitto.
