Operazione antidroga a Pordenone: blitz in quattro comuni, sei denunciati

Un’operazione antidroga coordinata tra diversi comandi di Polizia Locale e forze dell’ordine ha portato a sei denunce all’Autorità Giudiziaria e al sequestro di sostanze stupefacenti e materiale ritenuto collegato all’attività di spaccio.

L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Pordenone con il supporto dell’Unità cinofila, si è conclusa con l’esecuzione simultanea di cinque decreti di perquisizione nei confronti di persone residenti in diversi comuni del territorio. Sono sei le persone deferite in stato di libertà: un cittadino di Pordenone, due residenti ad Aviano, due a Maniago e uno a Porcia.

Blitz all’alba in più comuni

Il blitz è scattato nelle prime ore del mattino e hanno coinvolto diversi territori grazie a un coordinamento tra più corpi. Gli agenti del Nucleo di Polizia Giudiziaria della Polizia Locale di Pordenone hanno operato insieme ai comandi di Polizia Locale di Aviano, San Michele al Tagliamento (Bibione) e Jesolo, con il supporto dei Carabinieri della Stazione di Aviano. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’attività avrebbe consentito di individuare una rete di spaccio strutturata, grazie anche al lavoro delle unità cinofile.

I cani antidroga trovano i nascondigli

Determinante per le operazioni è stato l’impiego dei cani antidroga della Polizia Locale. L’unità cinofila del Comando di Pordenone, con il cane Keila, ha effettuato controlli nelle abitazioni e nelle pertinenze nei comuni di Aviano, Maniago e San Michele al Tagliamento. A Jesolo è invece intervenuta un’altra unità cinofila con il cane Allison, che ha collaborato con gli agenti della Polizia Giudiziaria permettendo di individuare alcuni nascondigli utilizzati dagli indagati.

Sequestrati hashish, MDMA e LSD

Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate diverse sostanze stupefacenti, tra cui hashish, MDMA e LSD, quest’ultimo anche sotto forma di piccoli francobolli pronti per essere immessi sul mercato.

Gli investigatori hanno inoltre trovato sostanze da taglio, farmaci soggetti a controllo come Alprazolam e Delorazepam, detenuti al di fuori dei canali terapeutici autorizzati, oltre a materiale utilizzato per il confezionamento e la vendita della droga.

Tra gli oggetti sequestrati figurano bilancini elettronici di precisione, involucri in cellophane, grinder per la lavorazione delle sostanze e denaro contante ritenuto collegato all’attività illecita.

Basso: “La sicurezza si costruisce lavorando insieme”

Il sindaco di Pordenone Alessandro Basso ha sottolineato il valore della collaborazione tra i diversi corpi impegnati nell’operazione. “Un risultato che conferma la solidità del modello di collaborazione tra i diversi Corpi di Polizia Locale e le Forze dell’Ordine del territorio – ha dichiarato il primo cittadino –. La sicurezza si costruisce lavorando insieme, superando i confini comunali e mettendo in rete competenze e risorse. Solo un territorio che fa sistema può dare risposte davvero efficaci ai cittadini”.

Basso ha poi ringraziato “tutte le donne e gli uomini delle Polizie Locali e dei Carabinieri che hanno reso possibile questo risultato”.

Ceolin: “L’unità cinofila si conferma uno strumento decisivo”

Anche l’assessore alla Sicurezza Elena Ceolin ha evidenziato il ruolo dell’unità cinofila della Polizia Locale. “Questa operazione dimostra quanto siano efficaci gli investimenti fatti in questi anni dall’amministrazione comunale – ha spiegato Ceolin –. Siamo orgogliosi della scelta di dotare la Polizia Locale di un’unità cinofila, uno strumento che si conferma decisivo”.

Secondo l’assessore, il contrasto allo spaccio significa intervenire anche “su tutto quel mondo di criminalità che vi ruota attorno, dal consumo alla diffusione sul territorio”. “È un lavoro spesso silenzioso, che raramente trova le luci della ribalta ma che porta risultati concreti per la sicurezza della città – ha aggiunto Ceolin –. Un ringraziamento va agli agenti della Polizia Locale e a tutte le forze dell’ordine coinvolte per la professionalità e la sinergia dimostrate”.

L’attività investigativa resta ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria per gli ulteriori approfondimenti.