Un percorso ciclabile di 24 chilometri tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, destinato a collegare Motta di Livenza e San Vito al Tagliamento, passando anche per i comuni friulani di Pravisdomini, Chions e Sesto al Reghena.
È questo il progetto della nuova ciclovia presentato nella sede di Lta (Livenza Tagliamento Acque) a Sesto al Reghena, alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante. La società, che gestisce il servizio idrico integrato in 42 Comuni tra Friuli Venezia Giulia
e Veneto servendo oltre 275 mila abitanti, sta sviluppando un percorso di 24 chilometri lungo l’ex sedime della linea ferroviaria che collegava i due centri, sul quale negli anni sono state realizzate le infrastrutture sotterranee acquedottistiche e idriche.
Il percorso collegherà cinque comuni
La nuova ciclovia attraverserà i territori di Motta di Livenza, Chions, Pravisdomini, Sesto al Reghena e San Vito al Tagliamento, creando un collegamento tra Veneto orientale e Friuli occidentale. Il progetto potrà inoltre integrarsi con la rete ciclabile regionale, collegandosi alla ciclovia Fvg3 Pedemontana e alla Fvg2, sulla quale si innesta la TriLiVe (Trieste-Lignano-Venezia), infrastruttura finanziata con fondi Pnrr.
Il quadro economico complessivo dell’intervento ammonta a circa 6,4 milioni di euro, di cui 800 mila euro destinati al tratto veneto. “Lta ha sostenuto negli anni l’intervento più impegnativo con la realizzazione delle opere interrate per la rete idrica – ha concluso Amirante –. Oggi prosegue con questo investimento che consente di sviluppare anche la ciclabilità, con l’obiettivo di inserire il nuovo percorso nella rete regionale e definirne, in prospettiva, una gestione coordinata e di area vasta”.
Amirante: “Un’opportunità per il territorio”
Durante la presentazione l’assessore regionale Cristina Amirante ha evidenziato il valore della trasformazione del tracciato.
“La messa a disposizione del tracciato da parte di Lta rappresenta un esempio concreto di come un’infrastruttura nata per ospitare i sottoservizi possa trasformarsi in un’opportunità di sviluppo per il territorio – ha dichiarato Amirante –. È un progetto che accogliamo con grande favore perché si integra pienamente con la rete delle ciclovie del Friuli Venezia Giulia, rafforzando i collegamenti con gli itinerari regionali e valorizzando un asse strategico tra Veneto e Friuli Venezia Giulia”.
Secondo l’assessore, si tratta di “un’iniziativa lungimirante” che punta a favorire la mobilità sostenibile e il turismo lento. “È un modello virtuoso di rigenerazione del territorio che valorizza la parte di sovra-superficie di un corridoio di grande pregio paesaggistico e crea nuove opportunità per le comunità locali”, ha aggiunto Amirante.
