Il nuovo patto che tutela i fiumi Judrio e Cormor con la collaborazione dei residenti

I contratti di fiume per Judrio e Cormor.

Con due delibere approvate su proposta dell’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente e Energia, Fabio Scoccimarro, la Regione si è impegnata a sottoscrivere i documenti d’intenti che saranno propedeutici alla sigla dei Contratti di Fiume del fiume Judrio e del torrente Cormor.

I Contratti di fiume (Cdf) sono strumenti volontari di programmazione negoziata e partecipata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali, unitamente alla gestione del rischio idraulico. Si basano sul consenso e sulla informazione delle popolazioni, promuovendo una visione integrata e partecipe nelle comunità locali.

Il primo documento d’intenti è sottoscritto con i 25 Comuni del bacino idrografico del Cormor, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Friulana e l’associazione Valle del Cormor. L’ambito geografico di riferimento riguarda il bacino idrografico del torrente Cormor con i tributari torrente Urana-Soima, rio Cornaria e Roggia di Udine, composto da un primo tratto a regime torrentizio ed un secondo tratto con acque perenni, risultato di bonifiche idrauliche degli anni ’50.

L’attivazione di un Contratto di Fiume risulta particolarmente significativa per quest’ambito in quanto permetterebbe di svolgere una cruciale azione di tutela e prevenzione a livello idrologico-idaulico sia per le dinamiche di disalveamento che per le piene che ad intervalli di 20-30 anni interessano il torrente con conseguenti danni per le popolazioni rivierasche. Altre dinamiche rilevanti sono l’inquinamento, ma anche la tutela di flora e fauna, la valorizzazione della storia e della cultura regionale che dalla preistoria, passando per le fornaci romane, le cortine e cente longobarde, castelli, forti e fortezze, che rappresentano una formidabile viaggio nella storia del Friuli Venezia Giulia. Il sistema Cormor viene visto anche come opportunità di sviluppo del turismo lento e naturale su un sistema di strade interpoderali già in grandissima parte esistenti. Non manca un occhio di riguardo per il cicloturismo.

Il secondo documento viene siglato dalla Regione con i 17 Comuni del bacino idrografico del fiume Judrio, l’Autorità di Distretto idrografico delle Alpi Orientali, il Consorzio di Bonifica Pianura Isontina e l’Associazione Judrio. Il bacino del fiume Judrio possiede elementi di rilevante pregio paesaggistico, storico-culturale, turistico ed ecologico. L’attivazione di un Contratto di Fiume mira a mettere a sistema questo ambito per permettere la fruizione e la condivisione dell’insieme dei valori naturalistici, paesaggistici, storici e socioeconomici all’interno di un sistema di regole che garantisca l’integrazione tra più interessi.

Tra gli obiettivi il contenimento del rischio di esondazioni distruttive con l’esecuzione di un primo programma di interventi, già in itinere, concernenti la realizzazione di opere di sistemazione idraulica e di risanamento delle acque, così come l’attestazione della presenza reale e potenziale di specie di particolare interesse ecologico e
naturalistico lungo l’asta fluviale
(trota fario, la lontra, la libellula Cordulegaester heros e altre specie appartenenti alle famiglie dei chirotteri, degli anfibi). Non manca, tra gli altri aspetti, anche un occhio di riguardo per lo sviluppo turistico ecosostenibile ed accessibile con la valorizzazione e promozione di percorsi transfrontalieri.