Prima i messaggi affettuosi, poi le richieste di soldi: truffa sventata a Tarcento

Un tentativo di truffa affettiva ai danni di un anziano è stato sventato nei giorni scorsi a Tarcento grazie alla collaborazione tra i Carabinieri e il personale dell’ufficio postale. Un episodio che conferma l’efficacia della rete di controllo sul territorio e l’importanza dell’attenzione quotidiana nei confronti delle persone più vulnerabili.

Determinante è stata la prontezza degli operatori postali, che hanno notato un comportamento anomalo: la richiesta di attivare due carte prepagate da parte di un anziano ha fatto scattare l’allarme. Da qui è partita la segnalazione ai militari dell’Arma dei Carabinieri, che sono intervenuti evitando che il raggiro venisse portato a termine.

Come funziona la truffa affettiva

Il tentativo rientra nella cosiddetta “truffa affettiva”, una tecnica ormai diffusa e particolarmente insidiosa. I truffatori, spesso organizzati in gruppi con base all’estero, contattano le vittime attraverso social network o app di messaggistica, fingendo di essere conoscenti o amici di vecchia data.

Nella fase iniziale di avvicinamento, i truffatori inviano messaggi con modi di fare compiacenti, premurosi ed assecondatori, per conquistare la fiducia della vittima. A quel punto entrano in gioco richieste di denaro, confidando alla vittima di avere problematiche di natura privata tipo malattie personali o di qualche congiunto oppure improvvisi problemi economici.

Solitamente le somme vengono richieste tramite bonifici, ricariche su carte prepagate o apertura di conti dedicati. Una volta raggiunta la somma voluta attraverso un fitto scambio di messaggi funzionali ad un incontro che non avverrà mai, i contatti finiscono e la persona scompare. In alcuni casi, queste truffe portano nella vittima vulnerabile un senso di colpa e vergogna, arrivando a isolarsi e a non raccontare l’accaduto nemmeno ai familiari.

Questo comporta estrema difficoltà nell’individuare, da parte delle forze dell’ordine, l’evoluzione del metodo criminale e di interrompere la condotta prima che sia troppo tardi. Da qui l’esigenza da parte dell’Arma dei Carabinieri, di raggiungere in ogni modo tramite incontri/prossimità nei luoghi frequentati dalle vittime/diffusione di buone pratiche, di “raggiungere” le vittime di un reato così grave

Prevenzione e collaborazione: la chiave per fermare le truffe

Nel caso di Tarcento il rapporto di prossimità e lo scambio informativo tra il Comandante di Stazione di Tarcento con il personale del locale Ufficio Postale, accortosi che c’era qualcosa di strano nel fatto che l’uomo anziano avesse intenzione di attivare due carte prepagate, ha permesso di sventare la truffa.

Proseguono ora gli accertamenti per identificare i responsabili e ricostruire eventuali collegamenti con altri episodi simili. Nel frattempo, resta fondamentale continuare a informare e sensibilizzare la popolazione, soprattutto le fasce più esposte, su modalità e rischi di queste truffe.