Un infarto durante una gara podistica, il ricovero e poi la morte a pochi giorni di distanza: la Procura di Udine ha aperto un’inchiesta per chiarire quanto accaduto a un runner di 54 anni, deceduto il 3 aprile dopo un infarto accusato mentre partecipava al Trofeo Friuli a Venzone. Nel registro degli indagati sono finiti il medico che aveva rilasciato l’idoneità sportiva e i cardiologi che lo avevano in cura.
L’uomo si era sentito male durante una manifestazione sportiva a Venzone, accasciandosi lungo il percorso. Soccorso e trasportato d’urgenza in ospedale a Udine, i medici avevano diagnosticato un infarto causato dall’occlusione di due arterie coronarie.
Il paziente era stato quindi sottoposto a interventi di rivascolarizzazione e angioplastica. Dopo alcuni giorni di degenza, era stato dimesso il 2 aprile. Il giorno successivo, però, le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso.
Come riportato dall’Ansa, dopo il primo intervento coronarico gli sarebbe stata indicata un’attesa di circa 48 ore prima di ulteriori valutazioni cliniche. La moglie della vittima contesta la decisione di dimettere il marito, ritenendo che il ricovero avrebbe dovuto proseguire più a lungo per prevenire possibili complicazioni. Proprio su questo punto si concentrano alcuni degli aspetti più delicati dell’indagine.
Indagati medico sportivo e cardiologi.
La Procura ha iscritto nel registro degli indagati il medico dello sport che aveva rilasciato il certificato di idoneità agonistica senza limitazioni, oltre ai cardiologi dell’ospedale che avevano preso in carico il paziente. Gli inquirenti intendono verificare sia la correttezza della valutazione medico-sportiva effettuata prima della gara, sia l’adeguatezza del percorso diagnostico e terapeutico seguito durante il ricovero.
L’autopsia e gli accertamenti.
L’autopsia avrebbe evidenziato un quadro compatibile con le conseguenze dell’infarto. Tuttavia restano ancora diversi punti da chiarire.
Sono stati disposti accertamenti approfonditi, tra cui l’acquisizione della documentazione clinica completa, degli elettrocardiogrammi e dei vetrini istologici. L’obiettivo è ricostruire con precisione le condizioni del paziente e le scelte mediche adottate. L’inchiesta dovrà stabilire se vi siano state eventuali criticità o responsabilità, sia nella fase di rilascio dell’idoneità sportiva sia nella gestione sanitaria successiva al malore.
