“Ci sono professori di sinistra?” accertamenti del Ministero sul caso di Pordenone

Polemiche per il questionario sugli insegnanti: avviati accertamenti ministeriali

Un manifesto affisso sui muri esterni di un liceo, un questionario online e una domanda che ha fatto esplodere la polemica: “Hai uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni? Descrivi uno dei casi più eclatanti”. Da qui è partita una vicenda che, dal liceo Leopardi-Majorana di Pordenone, è arrivata fino a Roma, sul tavolo del ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha deciso di avviare una verifica ufficiale sui fatti.

L’iniziativa è stata promossa da Azione Studentesca, associazione giovanile legata all’area della destra, che nei giorni scorsi ha esposto un manifesto dal titolo “La scuola è nostra”, corredato da un QR code. Il link rimandava a un questionario online in cui si invitavano gli studenti a segnalare docenti accusati di “fare politica di sinistra” in classe. Un’azione che ha immediatamente sollevato reazioni durissime, dentro e fuori la scuola.

Le reazioni.

La vicenda ha assunto rapidamente una dimensione politica. Il Partito democratico ha presentato un esposto in Procura, parlando di metodo intimidatorio, mentre l’Anpi e il sindacato Flc-Cgil hanno chiesto una presa di posizione netta e una condanna dell’iniziativa.

Di fronte al clamore mediatico e istituzionale, il ministero ha deciso di “vederci chiaro”. “La scuola – ha sottolineato la sottosegretaria all’Istruzione Paola Frassinetti– deve restare un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso”.

Azione Studentesca, dal canto suo, difende l’operazione e nega di aver chiesto nomi di docenti. «Nel form – spiegano – non si schedano professori, ma si segnalano eventuali atti di propaganda politica in classe». Un chiarimento che però non basta a spegnere le polemiche, anche perché iniziative analoghe sarebbero comparse in altre città, da Cuneo a Palermo.