Un’importante operazione della Squadra Mobile di Udine ha portato, sabato 28 febbraio, all’arresto in flagranza di tre persone provenienti da fuori regione, accusate di una serie di raggiri ai danni di anziani con il metodo della truffa del finto carabiniere.
Gli agenti hanno intercettato un’auto sospetta appena fuori dal capoluogo, seguendone con discrezione gli spostamenti fino a San Pietro al Natisone. Intorno alle ore 13, dopo una breve sosta nei pressi di un’abitazione, l’auto è ripartita repentinamente. Il blitz è scattato poco dopo al casello di Udine Sud: gli agenti della Mobile, coadiuvati da una Volante del Commissariato di Cividale del Friuli, hanno bloccato il veicolo prima che potesse imboccare l’autostrada.
Truffa a San Pietro: “Serve una cauzione per sua figlia”
A bordo dell’auto si trovavano due uomini di 30 e 44 anni e una donna di 37 anni in stato di gravidanza. La perquisizione ha permesso di recuperare decine di monili d’oro per un valore di svariate migliaia di euro: alcuni gioielli erano stati nascosti dalla donna proprio sotto i propri abiti.
L’attività investigativa ha permesso di ricostruire quanto accaduto poco prima: una donna di 72 anni di San Pietro al Natisone era stata contattata da un sedicente Maresciallo dei Carabinieri. L’uomo le aveva riferito che la figlia aveva investito una bambina in gravi condizioni e che, per evitarne l’arresto e pagare le cure necessarie, serviva una “cauzione” di 8.500 euro o gioielli di pari valore.
La fede nuziale strappata dal dito
Pochi minuti dopo la telefonata, uno dei truffatori si è presentato alla porta della vittima. Non soddisfatto dell’oro raccolto dalla donna, l’uomo non ha esitato a sganciare e prenderle personalmente la catenina e il braccialetto che indossava, costringendola infine a privarsi anche della fede nuziale con inciso il nome del marito. Fortunatamente, l’anello è stato recuperato insieme agli altri 30 gioielli sottratti.
Il precedente a Flaibano e gli arresti
Le indagini hanno collegato il trio anche a un colpo quasi identico messo a segno il 27 febbraio a Flaibano ai danni di una 85enne. In quel caso, il finto carabiniere aveva convinto la vittima che la sua auto fosse stata usata per una rapina e che fosse necessario “controllare i numeri di serie” delle banconote e dei gioielli in casa, riuscendo a dileguarsi con 700 euro e diversi anelli.
I due uomini sono stati condotti in carcere, mentre per la donna, vista la gravidanza in corso, è scattata la liberazione immediata. Tutti e tre sono stati denunciati per truffa aggravata e per ricettazione visto il sequestro di ulteriori monili sulla cui paternità sono ancora in corso accertamenti della Squadra Mobile e che lasciano supporre che abbiano messo a segno almeno di un altro colpo.




