Truffe agli anziani, sventato un bonifico da 41mila euro a San Vito al Tagliamento

Sventato a San Vito un bonifico da 41mila euro grazie a banca e Carabinieri, ma in provincia sono otto le truffe andate a segno in una sola settimana.

Un tentativo di truffa sventato in extremis grazie alla prontezza di un direttore di banca e all’intervento dei militari della Stazione dei Carabinieri di San Vito al Tagliamento. Ma, nonostante la costante campagna di informazione e sensibilizzazione dell’Arma, i raggiri ai danni degli anziani continuano a colpire anche nella Destra Tagliamento, dove solo negli ultimi giorni si contano otto truffe andate a segno.

Il bonifico bloccato in extremis

Protagonista della vicenda è una settantenne di San Vito al Tagliamento, finita nel mirino di un sedicente operatore del proprio istituto di credito. La telefonata, arrivata nel pomeriggio di giovedì, ha fatto leva sulla paura: movimenti sospetti sul conto corrente, risparmi in pericolo, necessità di intervenire immediatamente.

Creata fortissima preoccupazione nella donna, la telefonata è, poi, continuata dando all’anziana vittima una falsa speranza: per evitare di perdere tutto, la donna avrebbe dovuto acconsentire a trasferire tutti i soldi su un “conto corrente tecnico” istituito apposta per proteggere le vittime delle frodi informatiche. Una volta sistemato tutto, i soldi sarebbero tornati a posto, come se nulla fosse mai successo.

L’anziana signora, ormai completamente in panico, ha creduto ciecamente alle parole del truffatore ed è corsa in banca, chiedendo con insistenza di effettuare il bonifico istantaneo di tutti i propri averi sull’IBAN del “conto tecnico”, i cui numeri erano stati forniti poco prima al telefono. Il direttore di banca ha assistito alla scena, ha visto la donna in agitazione e ha capito tutto.

Chiamati i Carabinieri della Stazione di San Vito, direttore e comandante di Stazione hanno riportato alla calma la donna, l’hanno rassicurata e, cosa più importante, le hanno spiegato la realtà dei fatti, evitando che la truffa arrivare a compimento.

Tecniche sempre più sofisticate

Quello di San Vito è un caso a lieto fine, frutto di attenzione, conoscenza delle tecniche utilizzate dai malviventi e collaborazione tra istituti di credito e forze dell’ordine. Ma non sempre va così. Nonostante gli incontri informativi nei centri anziani, nelle parrocchie, nei teatri e le campagne sui media e sui social, i truffatori continuano a fare leva su paura, urgenza e senso di responsabilità verso i propri familiari.

Le tecniche sempre le stesse: falso accesso fraudolento al conto corrente (come a San Vito), ma soprattutto il finto carabiniere che chiama per chiedere denaro per evitare il carcere al parente che ha causato un incidente stradale gravissimo o, peggio ancora, che chiama dicendo che sia stata commessa una rapina in gioielleria o nella casa di persone facoltose scappando con una macchina che porta le targhe clonate delle vittime. In quel caso la truffa è sottile: si chiede al telefono alle vittime di tirare fuori tutti i contanti e preziosi e li si invita a recarsi in caserma dei carabinieri per mostrarli ai militari (quelli veri) ed escludere la propria responsabilità nella rapina (mai avvenuta).

Il meccanismo è subdolo: mentre al telefono si rassicura la persona, un complice si presenta alla porta fingendosi appartenente all’Arma. Le vittime sono frastornate, si fidano della Benemerita, credono che al telefono ci sia veramente un carabiniere che gli spiega le cose, aprono le porte, consegnano

Otto truffe riuscite in una settimana

Se a San Vito il raggiro è stato bloccato, altrove non è andata altrettanto bene. Solo nell’ultima settimana, in provincia, sono otto le truffe consumate ai danni di anziani ultrasettantenni, colpiti in diverse aree del territorio.

Numeri che confermano come il fenomeno sia tutt’altro che marginale. Ogni episodio rappresenta non solo una perdita economica, ma un trauma profondo: vengono sottratti ricordi, sacrifici, risparmi accumulati in decenni di lavoro.

L’appello dei carabinieri: “Non chiediamo soldi né gioielli”

L’Arma ribadisce un messaggio chiaro: i Carabinieri non chiedono denaro, non richiedono la consegna di preziosi, non sollecitano bonifici né invitano a uscire di casa per presunte emergenze. Allo stesso modo, le banche non telefonano per far trasferire somme su conti “tecnici”, non inviano link via sms da cliccare né chiedono dati sensibili tramite mail.

Di fronte a telefonate sospette, l’invito è uno solo: riagganciare e chiamare immediatamente il 112.

Perché se è vero che molte truffe vengono sventate grazie all’informazione e alla prudenza, è altrettanto vero che anche una sola vittima è di troppo. E dietro ogni raggiro non c’è soltanto un reato, ma una ferita che colpisce l’intera comunità.

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