Morto sotto la valanga a Casera Razzo: la Procura apre un’inchiesta

Aperto un fascicolo sulla morte del vigile del fuoco travolto dalla valanga a Casera Razzo.

Un atto dovuto, necessario per chiudere il cerchio su una tragedia che ha scosso il mondo dei soccorritori e la comunità montana. Come riportato dal Messaggero Veneto, la Procura di Udine ha ufficialmente aperto un fascicolo d’indagine per fare piena luce sulla morte di Carlo Notari, il vigile del fuoco di 29 anni travolto domenica da una valanga nella zona di Casera Razzo.

Il corpo del giovane, originario dell’Emilia-Romagna e recentemente entrato in servizio al comando di Trieste, era stato individuato e recuperato sotto la coltre bianca dai soccorritori in un’area impervia tra il Col Marende e Forcella Tragonia, al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Gli accertamenti della Procura

L’inchiesta, coordinata dal procuratore capo Massimo Lia, mira a ricostruire con esattezza la dinamica del distacco nevoso e i momenti immediatamente precedenti l’incidente. Un primo passo formale è già stato compiuto: il medico legale ha effettuato l’esame esterno sulla salma del ventinovenne.

Secondo quanto emerso dall’ispezione, non sono stati rilevati traumi esterni evidenti, un dettaglio che suggerirebbe il soffocamento come causa del decesso, dinamica purtroppo comune negli incidenti da valanga.

Nessuna ipotesi di reato

Nonostante l’apertura del fascicolo, il Procuratore Lia ha voluto precisare la natura cautelativa dell’iniziativa: allo stato attuale non c’è alcuna ipotesi di reato. Si tratta, dunque, di una procedura tecnica volta a escludere responsabilità penali di terzi. Gli atti del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Tolmezzo, che ha gestito le operazioni sul campo e i rilievi tecnici, sono ora al vaglio della magistratura. Spetterà alla Procura, nelle prossime ore, decidere se procedere con ulteriori accertamenti tecnici o disporre il nulla osta per la restituzione della salma alla famiglia per i funerali.