Veleno nelle ciotole per i gatti della colonia felina di Pordenone

Nelle ciotole trovato anche del liquido per freni.

Veleno nelle ciotole della colonia felina, un riccio trovato sventrato e un messaggio intimidatorio lasciato sull’auto della volontaria che si occupa degli animali. È quanto sarebbe accaduto in via Bellasio, a Pordenone, dove il caso ha provocato la dura presa di posizione del Partito Animalista Italiano del Friuli Venezia Giulia e dell’Animal Pride Defending Association.

Secondo quanto riferito dalle due associazioni, tra le sostanze rinvenute nelle ciotole ci sarebbe anche del liquido per freni. La vicenda è già stata segnalata ai Carabinieri e ora le organizzazioni animaliste hanno inviato una lettera urgente ai sindaci di Pordenone e Cordenons e, per conoscenza, all’Azienda sanitaria e alle forze dell’ordine, chiedendo una serie di interventi immediati.

“Avvelenare del cibo lasciato in un luogo pubblico è un atto premeditato, crudele e indiscriminato. Un boccone avvelenato non distingue tra un gatto, un cane, un animale selvatico o un bambino che passa di lì”, sottolineano Irene Giurovich, portavoce regionale del Partito Animalista Italiano, e Patrizia Munarin, presidente di Animal Pride Defending Association.

Chieste bonifica, telecamere e indagini

Tra le prime richieste avanzate c’è la bonifica completa dell’area, con la rimozione delle ciotole, degli eventuali residui di cibo e di ogni sostanza sospetta, coinvolgendo anche i servizi veterinari competenti. Le associazioni chiedono inoltre che l’intervento avvenga in tempi rapidi e che l’amministrazione comunale valuti l’adozione di un’ordinanza urgente.

Un altro punto riguarda l’installazione di telecamere di videosorveglianza nella zona, con l’obiettivo di prevenire nuovi episodi e fornire elementi utili all’identificazione degli eventuali responsabili. Sollecitate anche indagini approfondite e analisi tossicologiche sul materiale recuperato.

Particolare attenzione viene chiesta anche per la volontaria che quotidianamente si prende cura della colonia felina e che, secondo quanto denunciato, avrebbe trovato un biglietto intimidatorio sulla propria auto. Le associazioni ricordano inoltre che le colonie feline sono riconosciute e tutelate dalla normativa e chiedono che il Comune valuti anche la possibilità di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento penale.

Sul piano giudiziario, PAI Fvg e Animal Pride chiedono che venga fatta piena luce sull’accaduto e richiamano le disposizioni del Codice penale relative all’uccisione e al maltrattamento degli animali. Secondo le associazioni, qualora le responsabilità venissero accertate, la risposta delle istituzioni dovrebbe essere proporzionata alla gravità di quanto contestato.

L’appello a chi può avere visto qualcosa

Nella lettera le organizzazioni sottolineano anche la preoccupazione per la natura dei gesti denunciati, richiamando gli studi che analizzano il rapporto tra crudeltà verso gli animali e altri comportamenti violenti. Si tratta di una valutazione che, secondo le associazioni, rende ancora più importante individuare rapidamente chi possa aver lasciato le sostanze nelle ciotole e chi sia responsabile delle intimidazioni.

Da qui anche l’appello ai residenti e a chi frequenta la zona di via Bellasio: chiunque abbia visto movimenti sospetti, conosca elementi utili sull’origine del biglietto o disponga di informazioni sugli episodi viene invitato a rivolgersi ai Carabinieri o alle altre forze dell’ordine. “Nessun animale deve morire per una ciotola di cibo. Nessuna persona deve essere intimidita per aver scelto di prendersene cura”, conclude Giurovich.