La scelta della data di matrimonio non era lasciata al caso nella tradizione friulana

I mesi nefasti.

La scelta della data del matrimonio non era cosa di poco conto; i futuri sposi dovevano seguire la tradizione e stare attenti alle superstizioni. Il mese di maggio era considerato nefasto e per questa ragione non era nemmeno preso in considerazione, proprio come nelle tradizioni degli antichi Romani. I mesi preferiti per il matrimonio erano febbraio e luglio, considerati fortunati e di buon auspicio.

Il giorno ideale.

Il giorno preferito per la celebrazione del matrimonio era il mercoledì, soprattutto quello dell’ultimo carnevale. Gli altri giorni erano evitati perché nel caso di matrimonio il lunedì la sposa sarebbe stata lunatica; di martedì, la sposa sarebbe stata vittima degli umori del marito e dei figli; il giovedì era da evitare perché considerato il giorno delle streghe, quindi di nessun auspicio positivo; il venerdì era considerato di per sé giorno nefasto confermato anche dal proverbio: “Di Venere e di Marte, non ci si sposa e non si parte”; il giorno di sabato era considerato giorno poco propizio.

La domenica era considerata giornata buona per il matrimonio dalle popolazioni del Basso Friuli, mentre per le popolazioni carniche era considerato giorno di poco auspicio, quindi meglio evitarlo. Se il giorno del matrimonio era sereno, la credenza popolare affermava che la sposa sarebbe stata felice. Se il giorno del matrimonio pioveva, era credenza che la sposa avrebbe versato molte lacrime.

Oggi è considerato il contrario, da cui il proverbio: “sposa bagnata, sposa fortunata”. Se il matrimonio era contratto da persona vedova, era tradizione, per evitare l’accompagnamento chiassoso seppur allegro dei giovani del paese, sposarsi nelle prime ore del giorno o all’imbrunire.

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