Il Friuli Venezia Giulia aggiorna la propria normativa sulle politiche abitative a dieci anni dalla legge regionale 1 del 2016. Il disegno di legge 80, approvato dal Consiglio regionale, ridefinisce strumenti, priorità e modalità di intervento per rispondere ai bisogni della casa, con l’obiettivo di rafforzare il diritto all’abitazione, sostenere le fasce più fragili e favorire interventi legati alla rigenerazione urbana e alla sostenibilità ambientale.
Il provvedimento riconosce infatti la casa come presupposto essenziale per la coesione sociale, l’equità e il benessere della comunità, con una particolare attenzione ai nuclei più vulnerabili, ma anche a quella parte di popolazione che non rientra nei requisiti per l’edilizia popolare e, allo stesso tempo, fatica a sostenere i costi del mercato immobiliare privato.
Programmazione annuale e ruolo rafforzato delle Ater
Una delle novità riguarda la programmazione degli interventi. La Regione manterrà le funzioni di indirizzo e verifica delle linee strategiche, ma adotterà un Programma annuale delle politiche abitative, non più triennale, entro il mese di ottobre.
Si rafforza anche il ruolo delle Ater, chiamate non solo alla gestione del patrimonio abitativo pubblico, ma anche a una funzione di coordinamento attraverso i Tavoli territoriali, ai quali parteciperanno enti locali, realtà economiche e soggetti del Terzo settore. I Comuni, a loro volta, dovranno rilevare entro febbraio di ogni anno i fabbisogni e le emergenze abitative, proponendo possibili soluzioni.
Edilizia sovvenzionata, convenzionata e agevolata
Per quanto riguarda l’edilizia sovvenzionata, viene confermata la gestione da parte delle Ater, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di alloggi in locazione permanente destinati ai cittadini meno abbienti. La priorità sarà data agli interventi di riqualificazione urbana e territoriale.
Sul fronte dell’edilizia convenzionata, i soggetti attuatori restano le Ater, le imprese di costruzioni e le cooperative edilizie a proprietà individuale. Gli alloggi potranno essere venduti o affittati, anche con diritto di riscatto, a prezzi calmierati sulla base di convenzioni stipulate con i Comuni.
La legge introduce inoltre la possibilità di trasformare il patrimonio delle Ater e dei Comuni in edilizia sovvenzionata non assegnato in edilizia convenzionata. L’obiettivo è dare risposta alla cosiddetta “fascia grigia”, composta da persone e famiglie con un reddito troppo alto per accedere alle case popolari, ma non sufficiente per sostenere i prezzi del mercato privato. Per l’edilizia agevolata, i contributi sono previsti per l’acquisto della prima casa di proprietà, a condizione che l’intervento non comporti nuovo consumo di suolo.
Aiuti per affitti, morosità e alloggi sfitti
Il provvedimento conferma il sostegno alle locazioni, sia per i locatari sia per i proprietari che decidono di mettere sul mercato alloggi sfitti. Sul fronte della morosità incolpevole, viene prevista la possibilità di anticipare il sostegno prima del provvedimento esecutivo di sfratto, così da intervenire in una fase precedente dell’emergenza abitativa.
Rinnovato anche il sostegno al social housing. Per il coabitare sociale e le forme innovative dell’abitare già previste dalla legge regionale 1 del 2016, i privati non rientrano più tra i beneficiari diretti: il sostegno viene ristretto agli enti pubblici e ai soggetti del Terzo settore, considerati in grado di garantire una maggiore continuità nell’utilizzo degli alloggi in locazione. Restano comunque previsti progetti di partenariato pubblico-privato.
Misure per disagio abitativo e donne vittime di violenza
Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione di un sostegno specifico per i Comuni e gli enti del Terzo settore a beneficio dei nuclei familiari che si trovano in condizioni di grave disagio sociale e abitativo. Gli interventi potranno riguardare sia contributi per le locazioni, sia finanziamenti per l’acquisto e il recupero di immobili destinati a soluzioni temporanee e immediate.
I Comuni potranno inoltre avvalersi delle Agenzie per l’abitare, con il compito di favorire l’intermediazione tra domanda e offerta di alloggi. Il disegno di legge prevede anche una quota garantita di alloggi Ater per le donne vittime di violenza di genere, anche in deroga alle graduatorie. Una priorità specifica viene inoltre riconosciuta agli appartenenti alle Forze dell’Ordine.
Ascensori e requisiti per accedere alle misure
Viene riproposto il sostegno all’installazione degli ascensori negli immobili privati con almeno tre livelli fuori terra, una misura pensata per migliorare l’accessibilità degli edifici.
La legge definisce poi i requisiti per accedere alle diverse misure, sia per le imprese sia per le persone fisiche. Tra questi rientra la residenza in Friuli Venezia Giulia, con alcune eccezioni per i proprietari che mettono a disposizione alloggi sfitti e per chi ha un contratto di lavoro in regione.
Per l’edilizia convenzionata e il sostegno agli affitti è prevista una residenza minima di due anni. Per l’edilizia agevolata, invece, il requisito sale a cinque anni, anche non consecutivi, negli ultimi otto. I regolamenti di settore definiranno i valori soglia dell’Isee. Non potrà accedere alle misure chi è stato condannato per occupazione abusiva di un immobile.
Gli obblighi per chi riceve i benefici
Il provvedimento conferma anche una serie di obblighi legati all’utilizzo dell’alloggio. Chi beneficia delle misure dovrà mantenere la destinazione d’uso dell’immobile e dimorare abitualmente nell’abitazione, con residenza anagrafica nello stesso alloggio. L’immobile non potrà essere né locato né venduto.
Resta confermata la possibilità di trasferire il beneficio agli eredi in caso di decesso e al coniuge che continua a risiedere nell’alloggio a seguito di separazione. Con il disegno di legge 80, dunque, il Friuli Venezia Giulia punta a rendere più flessibile e mirato il sistema delle politiche abitative, cercando di rispondere non solo alle situazioni di maggiore fragilità, ma anche ai nuovi bisogni sociali legati all’accesso alla casa.
