La Regione Friuli Venezia Giulia mette in campo nuovi strumenti per sostenere il settore turistico e rilanciare la qualità dell’accoglienza. È stato infatti approvato in via preliminare il regolamento che disciplina i contributi destinati a strutture ricettive e pubblici esercizi, nell’ambito del cosiddetto “ex fondo Turismo”.
“Prosegue l’iter di attuazione del Codice del Terziario e ritorna l’atteso bando ‘ex fondo Turismo’: si tratta di risorse regionali destinate agli esercenti e alle attività alberghiere e ricettive, con l’obiettivo di sostenere lo sviluppo della capacità ricettiva del comparto turistico e accompagnarne la transizione ecologica e l’inclusività” ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo del Friuli Venezia Giulia, Sergio Emidio Bini.
Il bando uscirà verso la fine di maggio e rimarrà aperto fino alla fine di settembre: partirà con una dotazione di 3 milioni di euro, che la Regione è pronta ad integrare con ulteriori risorse in base alle esigenze che emergeranno.
Chi può avere il contributo: dai grandi hotel ai piccoli B&B
La platea dei beneficiari comprende l’intero comparto dell’ospitalità: non solo i grandi alberghi, ma anche campeggi, affittacamere, rifugi di montagna e bed and breakfast. Tra le novità rientra anche l’inclusione dei pubblici esercizi della ristorazione, purché operanti all’interno di una struttura ricettiva.
Cosa si può fare: lavori, nuovi arredi e parcheggi
I fondi non serviranno solo per le grandi ristrutturazioni. La Regione ha diviso gli aiuti su quattro fronti, ossia ristrutturazioni e ampliamenti su strutture esistenti o immobili da destinare a uso turistico; acquisto di arredi e attrezzature nuovi di fabbrica, con una spesa minima di 10mila euro; realizzazione di parcheggi con almeno tre posti auto e interventi per il superamento delle barriere architettoniche; acquisto di immobili da destinare all’attività ricettiva.
Vantaggi per chi sceglie la qualità e l’ambiente
Il bando premierà chi decide di fare il “salto di qualità”. Ci saranno punteggi più alti per chi aumenta i posti letto o punta a salire di categoria. Occhi puntati anche sulla sostenibilità: chi ottiene certificazioni ambientali o progetta spazi accessibili davvero a tutti avrà una corsia preferenziale. Attenzione particolare anche alla posizione: le aree montane, le spiagge di Grado e Lignano, i centri storici dei capoluoghi (Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone) e i siti Unesco avranno dei vantaggi specifici nella valutazione.
“Questo regolamento – ha proseguito Bini – dota l’Amministrazione di uno strumento moderno per incentivare non solo la crescita volumetrica del comparto, ma soprattutto la sua transizione ecologica e l’inclusività, garantendo al contempo rigore amministrativo e tracciabilità della spesa”.
Come funziona il pagamento
Le imprese potranno scegliere tra due regimi di aiuto europei: il regime de minimis, con contributi fino al 50% della spesa e un tetto massimo di 300mila euro, oppure il regime di esenzione previsto dal regolamento UE 651/2014, con intensità di aiuto tra il 10 e il 30% in base alla dimensione aziendale, sempre con limite massimo di 300mila euro.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente online tramite il sistema IOL. È prevista la possibilità di un’anticipazione fino al 50% del contributo, previa fideiussione. I beneficiari dovranno mantenere la destinazione d’uso dell’immobile per cinque anni, mentre per i beni mobili il vincolo sarà di tre anni.
In fase di prima applicazione saranno considerate ammissibili anche le spese sostenute dal 1° gennaio 2025, applicando il regime de minimis. A regime, invece, saranno riconosciute soltanto le spese effettuate dalla data di presentazione della domanda.
