Un piano da 6 milioni di euro per il biennio 2026-27 per blindare le serate estive e contrastare la microcriminalità. Entra nel vivo la misura regionale inclusa nell’ultima legge di Stabilità per il servizio di vigilanza sussidiaria. Per l’anno in corso sono già sul piatto 3 milioni di euro, così ripartiti sul territorio: 1,5 milioni per il Comune di Udine, 1 milione per Trieste e 500mila euro per Pordenone. Destinatari del contributo saranno le sezioni Confcommercio e le associazioni di categoria, che dovranno presentare domanda e progetti entro il 31 ottobre.
Il piano debutta ufficialmente questo weekend nel capoluogo giuliano con un progetto sperimentale, frutto dell’accordo tra Regione, Prefettura, Questura e Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), illustrato alla presenza del sindaco Roberto Dipiazza, del viceprefetto vicario Emanuela Milan, del questore Lilia Fredella e del presidente di Fipe Trieste Stefano Lonza.
Il commento dell’assessore alla Sicurezza
“Quello della microcriminalità è un fenomeno diffuso e che genera preoccupazione non solo tra la popolazione e i turisti, ma anche da parte delle associazioni di categoria che chiedono di poter lavorare in tranquillità senza essere danneggiate dagli effetti della movida incontrollata” ha commentato l’assessore regionale alla sicurezza, Pierpaolo Roberti.
“Da qui nasce l’impegno della Regione nel portare avanti questo progetto: una sperimentazione utile a supportare le Forze dell’ordine tradizionali, evitando che queste ultime vengano distolte dai loro compiti istituzionali di controllo del territorio, a promuovere una movida sana e a garantire il regolare svolgimento delle attività economiche”.
Come funziona la sperimentazione: orari e zone calde
Nei prossimi fine settimana di giugno il test sul campo vedrà l’impiego di un numero compreso tra 10 e 12 steward specializzati. Il servizio si svolgerà in una fascia oraria cruciale, dalle 22 alle 4 del mattino, e coprirà alcune aree specifiche della movida cittadina: Canale di Ponterosso, Piazza Barbacan, Cavana, Piazza Hortis, Piazza Venezia e Via Lazzaretto Vecchio.
Gli steward avranno esclusivamente funzioni di presidio, monitoraggio e deterrenza, senza alcun potere di intervento diretto; in caso di criticità, allerteranno le forze dell’ordine tramite un canale telefonico dedicato.
L’assessore ha poi precisato: “L’Amministrazione propone dunque un modello di sicurezza sussidiaria, già testato con successo in occasione di grandi eventi ad alto afflusso di pubblico. Una sperimentazione temporanea che, partendo dalle piazze più calde, mira a restituire ai residenti e ai turisti la piena fruibilità degli spazi cittadini eliminando la percezione di pericolo”.
Se il test di giugno darà esiti positivi e otterrà il via libera dalle autorità competenti, il modello verrà riproposto con le stesse modalità anche nei mesi di luglio, agosto e settembre, estendendosi inoltre a eventi chiave come la Barcolana e il periodo di Capodanno, diventando una programmazione strutturata e ricorrente.
