Fvg, 65mila persone in povertà energetica: e con la guerra in Iran bollette su di 126 milioni

Le tensioni in Medio Oriente e il conflitto in Iran iniziano a proiettare un’ombra pesante sui bilanci domestici del Friuli Venezia Giulia. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, la regione, e non solo, si appresta a subire una nuova ondata di rincari che porterà le bollette per l’elettricità e il gas a toccare complessivamente i 1.077 milioni di euro nel 2026.

Questo scenario comporterà un aumento della spesa per le famiglie regionali pari a 126 milioni di euro rispetto al 2025, mentre la stangata sale a 153 milioni di euro se il confronto viene fatto con i costi sostenuti nel 2024. In particolare, le previsioni della CGIA indicano che il prezzo medio dell’energia elettrica salirà a 150 euro per MWh, mentre quello del gas toccherà i 50 euro per MWh, determinando una pressione economica che rischia di erodere il potere d’acquisto dei cittadini.

La dimensione del disagio sociale sul territorio

Sebbene il Friuli Venezia Giulia mantenga una posizione di forza nel contesto nazionale, i dati più recenti relativi al 2024 mostrano come il fenomeno della povertà energetica rappresenti una criticità per una parte della popolazione.

In base alle elaborazioni della CGIA su fonti Istat e OIPE, sono 31.429 le famiglie residenti che faticano a coprire le spese essenziali per illuminazione, riscaldamento e l’utilizzo degli elettrodomestici di base. Tradotto in termini individuali, questo significa che 65.417 persone vivono quotidianamente la difficoltà di garantire alla propria abitazione un livello minimo di comfort energetico, con un’incidenza che si attesta al 5,5% sul totale dei nuclei familiari regionali.

Il contesto nazionale e la resistenza del Nord Est

L’analisi territoriale della CGIA, sempre basata sulle rilevazioni del 2024, evidenzia una profonda spaccatura tra le diverse aree del Paese, con il Friuli Venezia Giulia che emerge come una delle regioni più resistenti. Nella classifica nazionale della povertà energetica, il territorio regionale si colloca al diciannovesimo posto su venti, risultando la seconda regione meno colpita dalla povertà energetica dopo il Lazio.

La situazione appare decisamente più critica nel Mezzogiorno, dove in regioni come la Puglia, la Calabria e il Molise quasi una famiglia su cinque si trova in difficoltà. Anche nel confronto con la media del Nord Est, che registra un’incidenza del 7,3%, il Friuli Venezia Giulia mostra una capacità di tenuta superiore rispetto alla ripartizione geografica di riferimento.

La doppia pressione su artigiani e piccoli commercianti

Una specifica deduzione dell’Ufficio Studi riguarda la categoria dei lavoratori autonomi, particolarmente numerosa nel tessuto produttivo friulano e giuliano. Molti piccoli commercianti e artigiani sono costretti a pagare il conto della crisi energetica due volte, subendo i rincari sia come utenti domestici che come piccoli imprenditori.

Gestendo spesso attività senza dipendenti, questi soggetti devono sostenere i costi dell’energia stimati sulla base dei prezzi di borsa del Gestore Mercati Energetici (GME) per mantenere operativi laboratori e negozi, vedendo i propri margini di guadagno ridursi drasticamente. Questa condizione di vulnerabilità, secondo la Cgia, rischia di spingere molte microimprese verso il “sotto-consumo” energetico o, nei casi più gravi, verso la sospensione degli investimenti necessari per la competitività.