Dal 26 al 28 giugno la Val Pesarina ospita la quarta edizione di “Estensioni. Dentro le letterature di confine”, il festival che intreccia incontri con autori, passeggiate, musica e riflessioni sul tema dei confini. Tre giorni di appuntamenti diffusi tra Pesariis, Prato Carnico e le frazioni della valle, con scrittori e giornalisti chiamati a leggere il territorio come laboratorio di dialogo e incontro.
Il festival e l’idea di “confine”
Il progetto nasce dall’idea che il Friuli Venezia Giulia sia un luogo di attraversamenti continui, dove lingue, culture e storie si sovrappongono. Un “territorio ponte”, come lo definiscono gli organizzatori, in cui il confine non è barriera ma spazio di relazione.
“Il Friuli Venezia Giulia è da sempre un territorio ponte, fatto di attraversamenti, confini e incontri. Proprio qui nascono domande profonde su chi siamo e su come guardiamo l’altro“, hanno spiegato Simone Ciprian e Mauro Daltin, dell’associazione culturale Bottega Errante, curatrice della direzione artistica del festival.
Un lavoro che si inserisce in una rete di sostegni istituzionali e territoriali. Alla presentazione ha partecipato anche Gino Cappellari, assessore alla cultura di Prato Carnico, che ha sottolineato il valore del festival per la comunità locale e per la valorizzazione della valle.
“Estensioni rappresenta perfettamente la nostra idea di valorizzazione del territorio: un progetto che intreccia cultura, paesaggio, patrimonio e comunità. È un festival che invita a rallentare e a riflettere sul significato dei confini, geografici e sociali”, ha dichiarato.
Il programma: tre giorni diffusi tra cammini e incontri
La prima giornata, venerdì 26 giugno, si apre a Pesariis con un focus sulla memoria del territorio. Alle 18 lo storico Alessandro Cattunar dialogherà con Monica Emmanuelli su venticinque date chiave della storia regionale, dalle guerre del Novecento fino al terremoto e alla caduta del confine.
In serata, alle 21, spazio alla narrativa con lo scrittore Angelo Floramo e il romanzo “L’estate indiana del ’76”, in dialogo con Anna Piuzzi, dedicato al terremoto visto attraverso lo sguardo dell’infanzia.
Sabato tra sentieri, libri e musica
Sabato 27 giugno il festival entra nel vivo con una giornata diffusa tra natura e cultura. La mattina si apre con la camminata “Il sentiero dei selvatici” lungo il Troi dai Salvadis, tra boschi e borghi della valle.
A seguire, incontri con autori come Dušan Jelinčič, che intreccia Trieste, montagna e alpinismo himalayano, e Raffaella Cargnelutti, che racconta la storia del padre deportato a Buchenwald. Nel pomeriggio spazio alla narrativa con Claudio Segat, mentre la giornata si chiude all’Auditorium di Pieria con il concerto dei Bakan e lo spettacolo musicale “Al torne dut / Tutto torna”.
Domenica tra cammini lenti e storie di frontiera
Domenica 28 giugno la Val Pesarina rallenta il passo con una camminata tra l’antico mulino di Italo e l’ex latteria di Sostasio. Un percorso tra natura e memoria che introduce l’incontro con Linda Cottino ed Elisa Copetti, dedicato alle prime donne alpiniste.
Nel pomeriggio, a Pradumbli, Paolo Ciampi dialoga con Daniele Zongaro su viaggi, confini e ritorni. La chiusura è affidata alla “Festa di confine”, tra musica, vini e prodotti locali, pensata come momento collettivo di saluto.
Un festival diffuso nella comunità
“Estensioni – Dentro le letterature di confine” è realizzato da Bottega Errante con il sostegno della Regione, della Fondazione Friuli, del Comune di Prato Carnico e della Pro Loco Val Pesarina, insieme a una rete di partner culturali, tra cui l’Università di Udine, l’Istituto per la cultura slovena – Museo SMO e l’Istituto statale C. Percoto.
Accanto alle istituzioni, un ruolo centrale è affidato alle associazioni locali, ai volontari e alle realtà della valle che contribuiscono a trasformare il festival in un evento diffuso, radicato nel territorio e nella sua identità.
