Parmitano e Messetti conquistano oltre 400 giovani a Giovedì Prima di Tutto Young

Oltre 400 persone tra il Cinema Teatro Sociale di Gemona del Friuli e la sala collegata allestita a Palazzo Fantoni hanno partecipato al “Giovedì Prima di Tutto Young”, l’appuntamento promosso da PrimaCassa FVG nell’ambito delle iniziative dedicate al cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli.

Una serata intensa, capace di mettere al centro le nuove generazioni e di trasformare la memoria del sisma del 1976 in una riflessione sul presente e sul futuro, attraverso il dialogo con due ospiti d’eccezione: l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano e la sinologa e scrittrice gemonese Giada Messetti.

Parmitano tra spazio, scienza e futuro.

Grande protagonista dell’incontro è stato Luca Parmitano che, collegato da Houston dove è impegnato nell’addestramento della nuova classe di astronauti, ha catturato l’attenzione dei ragazzi e del pubblico con la sua straordinaria capacità di raccontare lo spazio in modo semplice, umano e coinvolgente.

Primo comandante italiano della Stazione Spaziale Internazionale e protagonista di due missioni spaziali di lunga durata, Parmitano ha risposto alle numerose domande rivoltegli dai bambini e dagli studenti, molte delle quali particolarmente profonde e mature. Si è parlato di scienza, di futuro, di paura, di responsabilità, di sogni e di scelte di vita.

Con grande disponibilità ha raccontato come sia nata la sua passione quando era ancora bambino e come la curiosità sia stata il motore che lo ha portato a inseguire obiettivi apparentemente impossibili. Non sono mancati momenti di leggerezza, quando ha condiviso alcuni esilaranti aneddoti della vita nello spazio, dalle piccole difficoltà quotidiane in assenza di gravità alle situazioni impreviste vissute a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, strappando sorrisi e applausi a tutta la platea.

Giada Messetti tra Cina e memoria del Friuli

Molto apprezzato anche l’intervento di Giada Messetti che ha saputo alternare profondità, ironia e coinvolgimento, accompagnando il pubblico in un viaggio tra memoria e contemporaneità. Partendo dalla sua esperienza di studiosa della Cina, ha offerto uno sguardo su un Paese in continua trasformazione, raccontandone le contraddizioni, le opportunità e i cambiamenti che stanno ridefinendo gli equilibri mondiali.

Allo stesso tempo ha riportato l’attenzione sul terremoto del Friuli, tema al centro del suo recente libro Quando tornano le rondini. Friuli 1976: memorie di un terremoto. Pur non avendo vissuto direttamente quei giorni, grazie a un lungo lavoro di ricerca, testimonianze e interviste ha restituito un quadro vivido e toccante di quella tragedia, delle paure, della solidarietà e della straordinaria capacità di rinascita che hanno caratterizzato il popolo friulano. Un racconto intenso che ha emozionato il pubblico e restituito tutta la forza della memoria condivisa.

Il format e il dibattito con gli studenti

I dialoghi con gli ospiti sono stati condotti dalla giornalista Monica Bertarelli, curatrice del format “Giovedì Prima di Tutto”, il progetto culturale che da quattro anni PrimaCassa FVG propone nelle comunità del Friuli Venezia Giulia per affrontare, attraverso il confronto con personalità di rilievo nazionale e internazionale, temi di grande attualità sociale, culturale ed educativa. In occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto, il percorso del 2026 è stato dedicato proprio alla memoria e al ruolo delle nuove generazioni nella costruzione del futuro.

A portare il saluto delle istituzioni sono stati l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli, il sindaco di Gemona del Friuli Roberto Revelant , il vice direttore del Messaggero Veneto Paolo Mosanghini e il presidente di PrimaCassa FVG Marco Gasparini.

Il concorso scolastico e la premiazione

Momento centrale della serata è stata la premiazione del concorso scolastico “50 anni dopo: la forza della memoria per (ri)costruire il futuro”, promosso da PrimaCassa FVG e rivolto alle scuole dei Comuni dichiarati disastrati dal terremoto del 1976. L’iniziativa ha coinvolto 45 elaborati, 84 classi, 18 istituti scolastici e circa 970 studenti.

Per la categoria delle scuole primarie il primo premio, accompagnato da un assegno di 2.000 euro destinato all’attività scolastica, è stato assegnato all’Istituto Comprensivo Trasaghis-Resia per il video “Kit di sopravvivenza: la valigia che ci tiene insieme”.

Per le scuole secondarie di primo grado si è classificata al primo posto la classe 2C dell’Istituto Comprensivo di Tarcento con il video-racconto “Emozioni e parole per raccontare un evento”. Per le scuole secondarie di secondo grado il primo premio è andato alla classe 4C del Liceo delle Scienze Applicate dell’ISIS Magrini Marchetti di Gemona del Friuli, autrice del video “L’Orcolat: 6 maggio 1976”.

L’entuasiasmo degli studenti

La premiazione è stata uno dei momenti più emozionanti dell’intera serata. Alla proclamazione dei vincitori, i bambini e i ragazzi sono esplosi in grida di gioia, applausi e abbracci spontanei che hanno coinvolto compagni, insegnanti e famiglie. Un entusiasmo autentico e contagioso che ha commosso il pubblico presente e reso ancora più evidente il valore educativo dell’iniziativa: fare della memoria non soltanto un esercizio di ricordo, ma un’occasione concreta di partecipazione, crescita e condivisione.

Le parole di PrimaCassa Fvg

“Il terremoto del Friuli non appartiene soltanto al passato ma continua a parlarci attraverso i valori che ha lasciato in eredità: solidarietà, responsabilità e capacità di ricostruire insieme”, ha ricordato il presidente di PrimaCassa FVG Marco Gasparini. “Coinvolgere quasi mille ragazzi in questo progetto significa trasmettere quella memoria in modo vivo e contemporaneo, affidandola alle generazioni che costruiranno il Friuli di domani”.

Tra il racconto di chi ha osservato la Terra dallo spazio e quello di chi ha custodito e ricostruito la memoria di una comunità ferita ma mai piegata, la serata ha offerto ai giovani un messaggio importante: conoscere il passato è il primo passo per immaginare e costruire il futuro.