Giancarlo Stival era molto conosciuto per la sua grande solidarietà.
Lutto in Friuli per la scomparsa di Giancarlo Stival, farmacista molto conosciuto tra Sesto al Reghena e Cordovado. Il professionista è morto improvvisamente giovedì sera, stroncato da un infarto mentre si trovava in vacanza in Sardegna con la famiglia.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio tra familiari, amici, colleghi e clienti, che negli anni avevano imparato ad apprezzarne non soltanto la preparazione professionale, ma anche la grande disponibilità verso le persone più fragili.
Una vita dedicata alla farmacia e alle medicine alternative
Nato a Udine nel 1960, Stival si era laureato all’Università di Trieste alla fine degli anni Ottanta, ottenendo successivamente l’abilitazione per esercitare la professione di farmacista.
Viveva a Cordovado, ma da molti anni lavorava nella sua attività di via Friuli, a Sesto al Reghena, dove era affiancato da due dipendenti. Nel corso della carriera aveva approfondito numerose discipline legate al benessere e alle medicine alternative, conseguendo qualifiche come omeopata, naturopata, erborista, tecnico posturologo, kinesiologo e massofisioterapista.
Si era formato anche nel campo della fisioterapia ispirata alla medicina tradizionale cinese e indiana, partecipando regolarmente a corsi e seminari in diverse città italiane. Un percorso di studio continuo, testimoniato dai numerosi attestati raccolti negli anni.
I suoi clienti ne ricordano soprattutto l’approccio personale e attento, descrivendolo come un professionista “umano oltre che professionale”, capace di ascoltare e di costruire un rapporto di fiducia con chi si rivolgeva a lui.
L’attività di scrittore
Accanto al lavoro in farmacia, Giancarlo Stival aveva pubblicato anche alcuni libri dedicati al benessere e all’esperienza maturata nel corso della sua professione.
Tra questi figura il volume “Una nuova cultura del benessere. Viaggio nella psiche”, nato con l’obiettivo di condividere con i lettori alcune riflessioni sviluppate durante la sua attività di farmacista e il suo percorso di approfondimento delle discipline legate alla salute.
La raccolta dei medicinali per il Malawi
Una parte importante del suo impegno era rivolta alla solidarietà. Stival aveva infatti promosso un progetto per la raccolta di medicinali non scaduti, destinati a sostenere strutture sanitarie in difficoltà, tra cui l’ospedale Muli Bwanji, in Malawi.
I farmaci venivano consegnati da pazienti che avevano interrotto determinate cure oppure dai familiari di persone decedute. Un’iniziativa concreta con la quale il farmacista cercava di evitare gli sprechi e, allo stesso tempo, di offrire un aiuto alle popolazioni con minori possibilità di accesso alle cure.
Negli ultimi mesi aveva inoltre contribuito alla promozione di una mostra dedicata a Carlo Acutis, ospitata in diversi centri del territorio, tra cui San Vito al Tagliamento, Morsano al Tagliamento, Cordovado, Sesto al Reghena e Portogruaro. L’esposizione era stata pensata per raccontare la figura del giovane morto nel 2006, a soli 15 anni, a causa di una leucemia fulminante, e il suo percorso di fede.
