A cento giorni dal via, il Giro d’Italia comincia già a colorare l’attesa. E lo fa tingendo di rosa luoghi, simboli e comunità, in un abbraccio ideale che unisce territori lontani ma accomunati dalla stessa passione. Anche il Friuli Venezia Giulia ha risposto presente all’appello della Corsa Rosa.
A Gemona del Friuli, città che ospiterà la partenza della 20esima tappa, il castello si è acceso di rosa. Un gesto carico di significato, che va oltre lo sport: cinquant’anni dopo il terremoto e la ricostruzione diventata modello a livello internazionale, simbolo di resilienza e rinascita. Il Giro, ancora una volta, intreccia la sua storia con quella dei territori che attraversa, valorizzandone memoria e identità.
Ad Aviano, invece, è toccato alla sede del Municipio, indossare il colore della Maglia Rosa. La città sarà arrivo di una delle tappe più attese e decisive dell’edizione 109, con la doppia scalata del Piancavallo e un circuito che tocca il Lago di Barcis, pronta a mettere alla prova i big della classifica generale.


Le città in Rosa.
L’iniziativa “Città in Rosa”, che ha coinvolto tutte le località di partenza e arrivo delle 21 tappe, ha celebrato ieri il traguardo simbolico dei cento giorni alla partenza. Dalla Bulgaria, da cui il Giro scatterà venerdì 8 maggio, fino a Roma, arrivo finale della corsa, quaranta città si sono illuminate contemporaneamente, creando un filo luminoso che attraversa confini, regioni e storie diverse.
È il segno di un’attesa che cresce giorno dopo giorno, alimentata non solo dall’aspetto sportivo ma anche dal valore culturale e sociale dell’evento. Il Giro d’Italia non è soltanto una competizione ciclistica: è un racconto itinerante che parla di territori, comunità e passioni condivise. In Friuli, tra memoria, montagne e strade pronte a diventare palcoscenico, il rosa ha già acceso i cuori. Ora il cronometro continua a scorrere: mancano cento giorni, e il viaggio può davvero cominciare.




