Il Friuli Venezia Giulia si prepara a ridisegnare la propria mappa amministrativa della montagna. Con l’entrata in vigore del decreto attuativo della legge nazionale sulla montagna – il cosiddetto decreto Calderoli – 32 Comuni della regione perderanno lo status di “montani”. Un numero inferiore rispetto alle prime stime: quasi un terzo delle realtà finora classificate come tali.
La revisione dei criteri, basata su parametri oggettivi di altitudine media e pendenza del territorio, avrà conseguenze concrete soprattutto sul fronte scolastico e su quello delle agevolazioni economiche.
Quali sono i 32 Comuni esclusi
La nuova classificazione ridisegna in modo netto la geografia amministrativa della montagna friulana. A perdere lo status sono realtà distribuite in tutte le ex province, con un impatto particolarmente evidente nell’area giuliana e isontina.
In provincia di Udine, perdono la qualifica Artegna, Cividale del Friuli, Magnano in Riviera, Povoletto, Prepotto e San Pietro al Natisone.
In provincia di Pordenone la revisione coinvolge Arba, Cavasso Nuovo, Fanna, Maniago, Pinzano al Tagliamento, Spilimbergo, Sequals e Vivaro, ossia un’area compresa tra pedemontana e fascia collinare che aveva trovato nello status montano uno strumento di sostegno e riconoscimento.
Nel territorio della provincia di Trieste escono dalla categoria Duino Aurisina, Muggia, Sgonico, San Dorligo della Valle e lo stesso capoluogo regionale. Un cambiamento simbolico, oltre che amministrativo, che segna la fine di una classificazione che per anni aveva incluso anche porzioni di territorio solo parzialmente montane.
Ancora più marcato l’effetto nell’Isontino: Capriva del Friuli, Cormons, Doberdò del Lago, Dolegna, Fogliano Redipuglia, Gorizia, Monfalcone, Mossa, Ronchi dei Legionari, Sagrado, San Floriano del Collio, San Lorenzo Isontino e Savogna escono dalla classificazione. Un intero sistema territoriale che cambia cornice normativa, lasciando come unico Comune montano dell’area Monrupino.
Cosa prevede la nuova norma
Il decreto attuativo della legge sulla montagna ridefinisce in modo stringente i criteri per ottenere e mantenere la classificazione di “Comune montano”. Il parametro principale è l’altitudine media del territorio comunale, che deve essere pari o superiore a 350 metri. A questo si affianca un requisito morfologico: almeno il 5% della superficie deve presentare una pendenza superiore al 20%. Sono previste alcune deroghe per i Comuni confinanti con territori che soddisfano tali condizioni o con uno Stato estero, purché l’altitudine media non scenda sotto i 200 metri.
Con il nuovo impianto normativo scompare inoltre la categoria dei Comuni “parzialmente montani”: la classificazione diventa netta e uniforme su tutto il territorio nazionale. Una revisione che, nelle intenzioni del legislatore, punta a rendere più omogenei i criteri, ma che in Friuli Venezia Giulia comporta l’uscita di 32 realtà dalla mappa ufficiale della montagna.
La sindaca di Sgonico: “Scriverò a Calderoli e Fedriga”
“E’ assurdo tagliare quasi tutto il Carso dalla lista dei Comuni montani. Informerò e preparerò la popolazione sulle possibili conseguenze di questo declassamento, ma al contempo farò tutti i passi istituzionali e politici per evitare il colpo o almeno limitare al massimo gli effetti negativi di una decisione sulla quale non abbiamo potuto influire”. La sindaca del Comune di Sgonico-Zgonik (Trieste) Monica Hrovatin esprime la posizione della Giunta sulla esclusione del borgo carsico dalla lista dei Comuni montani nella modifica, legata al dossier autonomia differenziata e alla revisione dei criteri di finanziamento, dei parametri che stabiliscono chi può accedere a fondi e agevolazioni dedicate alle aree montane.
“Ci stiamo organizzando con l’Anci Fvg per capire – spiega la sindaca di Sgonico – se ci sono margini per rientrare nella classificazione e, per quanto mi riguarda, scriverò al Ministro Calderoli e al presidente della Regione per chiedere impegno e garanzie per la Montagna con risorse aggiuntive ai paesi esclusi. Intendo anche far leva – aggiunge Hrovatin – sul criterio di vicinanza ad un altro comune montano (Monrupino-Repentabor), ad uno Stato estero e all’altitudine media che supera i 200m”.
La prima cittadina di Sgonico non nasconde “l’amarezza per questa iniziativa del Governo che impatterà su diverse categorie di soggetti, scuola e imprese del nostro comune, che si vedrà privato della possibilità di partecipare a futuri bandi destinati ai comuni montani. Perdere da un giorno all’altro condizioni fiscali favorevoli e norme semplificate avrà effetti su un territorio difficile che noi ci sforziamo di rendere attrattivo a fronte – conclude Hrovatin – della concorrenza dinamica della vicina Slovenia”.
Scuola, il nodo più delicato
Se sul piano economico la Regione rassicura circa la tenuta delle principali linee contributive, è il sistema scolastico a preoccupare maggiormente. Lo status di Comune montano consentiva infatti deroghe sul numero minimo di alunni per classe, uno strumento fondamentale per garantire la presenza di plessi nei territori periferici.
La perdita di questa possibilità potrebbe tradursi in accorpamenti o chiusure, con effetti diretti sulle famiglie e sulla tenuta demografica delle aree interessate. In contesti già segnati dallo spopolamento, la scuola rappresenta spesso l’ultimo presidio di comunità.
Imprese e agevolazioni
Sul fronte economico, il riconoscimento di Comune montano ha finora significato accesso a misure di defiscalizzazione e a strumenti specifici di sostegno alle attività produttive. Secondo la Regione, molte delle linee contributive – dall’accesso al credito agli interventi in ambito agricolo – resteranno invariate, così come la gestione dell’imposta locale immobiliare agricola.
Resta però l’incognita su alcune agevolazioni indirette e sulle procedure semplificate, ad esempio per la manutenzione di sentieri e aree boschive, anche in funzione antincendio. Nei territori carsici, caratterizzati da imprese di piccole dimensioni e da condizioni produttive legate alla morfologia del terreno, l’esclusione potrebbe farsi sentire in modo più marcato.




