La carenza di medici di base nel Medio Friuli (e non solo) non è un’emergenza passeggera, ma una crisi strutturale destinata a segnare il territorio ancora a lungo: lo ha detto con schiettezza l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, intervenendo durante il Consiglio comunale di Codroipo.
La fotografia scattata dall’esponente della Giunta è netta e non lascia spazio a facili ottimismi: “Ci troviamo nel momento più difficile per la sanità pubblica. Secondo le stime, questa sofferenza durerà inevitabilmente ancora alcuni anni“. Una frase che pesa come un macigno per i circa 2.500 cittadini del distretto attualmente privi di un medico titolare.
Le strategie per evitare il collasso
Per arginare il vuoto assistenziale e garantire le cure ai residenti dei comuni coinvolti, la Regione ha messo in campo una serie di contromisure straordinarie che vanno oltre la gestione degli ambulatori distrettuali.
Tra le principali leve attivate figura il provvedimento che consente ai medici già in pensione di tornare in servizio per coprire i vuoti in organico. A questo si aggiunge un nuovo accordo integrativo regionale, definito tra i più avanzati in Italia, pensato per rendere il Friuli Venezia Giulia più attrattivo per i professionisti e frenare la fuga dai territori periferici.
Il bivio del sistema sanitario
Riccardi ha però sottolineato che il futuro della medicina territoriale passa per una riforma che deve superare i confini regionali. “La carenza dei medici di medicina generale è una situazione figlia di una lunga storia che oggi presenta il conto e che riguarda non solo Codroipo, ma l’intera
regione e tutto il Paese”.
Per l’assessore è necessario un cambio di paradigma che riconosca il medico di base come uno specialista a pieno titolo, con una programmazione coerente con i fabbisogni reali: “Siamo di fronte a un bivio: o recuperiamo il rapporto fiduciario tra cittadino e medico di medicina generale, investendo risorse e competenze, oppure il sistema non reggerà alle sfide future”.
Il fronte legale dell’Asp Moro
L’assessore ha fatto il punto anche sulla delicata situazione dell’Asp “Daniele Moro”. “Dopo la sentenza del Consiglio di Stato – ha detto -, consideriamo comunque legittimi atti e provvedimenti adottati dal commissario nominato dalla Regione, dottor Salvatore Guarneri, che ringraziamo per il lavoro svolto”.
A seguito degli approfondimenti svolti dopo la pronuncia, è stato ribadito che l’intera attività
commissariale risulta efficace. Il percorso intrapreso ha già prodotto risultati significativi, a partire dal raggiungimento dell’utile di bilancio e dall’adesione alla società Socialteam, scelta che ha contribuito a migliorare l’efficienza gestionale riducendo i costi.
“La Regione ha agito con determinazione per superare le criticità dell’Asp ‘Daniele Moro’, avviando un percorso di risanamento concreto e ponendo al centro ospiti, famiglie, dipendenti, professionisti e fornitori. Nella vicenda giudiziaria che si aprirà nelle prossime settimane, l’Amministrazione regionale si costituirà parte civile“.
