Il progetto di educazione affettiva e sessuale nell’Ambito del Natisone.
Il Distretto Socio Sanitario Natisone ha appena concluso un percorso speciale di educazione affettiva e sessuale rivolto alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado. L’iniziativa, promossa dall’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) in collaborazione con gli Istituti Comprensivi di Manzano e Premariacco e con il Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito del Natisone, ha coinvolto 92 studenti, raccogliendo riscontri molto positivi.
Il progetto nasce dall’esperienza pluriennale dell’équipe del Servizio Minori e Famiglia di Tarcento, che già prima della pandemia aveva avviato interventi nelle scuole del Distretto Sociosanitario Torre. Nel tempo, il percorso è stato aggiornato, ampliato e manualizzato, diventando un programma strutturato e replicabile, presentato anche a livello scientifico al Convegno dell’Associazione Italiana di Psicologia (AIP).
Un percorso costruito insieme agli operatori
Il cuore del progetto è il lavoro integrato tra assistenti sociali, psicologi e ostetriche. L’obiettivo è accompagnare i ragazzi nella costruzione delle proprie competenze emotive, relazionali e comunicative, promuovendo ascolto, rispetto reciproco e consapevolezza. Gli incontri si sono svolti in un clima attento e protetto, dove gli studenti potevano esprimersi liberamente, fare domande e confrontarsi senza giudizio.
Il percorso si è sviluppato in quattro incontri di due ore ciascuno, preceduti da una presentazione ai genitori e conclusi con una restituzione dei risultati qualitativi e quantitativi. Ogni incontro ha toccato temi fondamentali, dalla gestione dello spazio personale e del consenso, alla conoscenza del corpo e della pubertà, fino all’affettività e alla consapevolezza emotiva. Attività pratiche, giochi di ruolo e momenti di riflessione hanno permesso ai ragazzi di capire concetti complessi in modo semplice e coinvolgente.
Risultati incoraggianti e partecipazione attiva
La valutazione del percorso, realizzata da ASUFC attraverso strumenti standardizzati somministrati pre e post intervento, ha coinvolto complessivamente 92 studenti e ha mostrato esiti molto positivi.
I risultati evidenziano miglioramenti statisticamente significativi in tutte le dimensioni indagate: conoscenze sui temi dell’educazione affettiva e sessuale (incremento medio-alto); miglioramento degli atteggiamenti verso le relazioni, il rispetto reciproco e la comunicazione, indicativo di una maggiore consapevolezza relazionale; un aumento della consapevolezza emotiva che segnala un impatto positivo anche sulla dimensione affettiva degli studenti.
Dai questionari di gradimento è emerso un punteggio medio di 4,2 su 5. In particolare, gli studenti hanno valutato molto positivamente la chiarezza dei contenuti e delle spiegazioni fornite dagli operatori, l’utilità dei contenuti per la vita quotidiana, la qualità complessiva dell’esperienza formativa, nonché il livello di coinvolgimento durante gli incontri e il clima relazionale, percepito come sicuro, rispettoso e favorevole alla partecipazione attiva.
Le risposte aperte confermano questi dati quantitativi: gli studenti riportano di aver apprezzato soprattutto le attività interattive, la possibilità di esprimersi liberamente, il confronto con i pari e l’approccio degli operatori, descritti come chiari, disponibili e non giudicanti. Nel complesso, il percorso è stato percepito come utile, coinvolgente e significativo, in grado di rispondere ai bisogni espressi dai ragazzi e dalle ragazze.
È emerso come siano gli stessi ragazzi e ragazze a richiedere spazi in cui potersi confrontare, porre domande e condividere dubbi e curiosità, in un’età caratterizzata da importanti cambiamenti.Le scuole coinvolte hanno confermato l’importanza di creare contesti sicuri e guidati, in cui i minori possano ricevere informazioni chiare, adeguate e non giudicanti.


Una rete che sostiene i ragazzi
Il progetto è stato possibile grazie alla stretta collaborazione tra ASUFC – SOC Minori e Famiglia (Consultori Familiari), Istituti Comprensivi di Manzano e Premariacco e Servizio Sociale dei Comuni dell’Ambito Natisone.
“Iniziative come questa – commenta il dottor Fabio D’Antoni, responsabile della Struttura Minori e Famiglia presso la sede distrettuale Natisone e Torre -, rappresentano un esempio di intervento educativo, preventivo e di promozione della salute basato su evidenze, capace di rispondere ai bisogni reali dei giovani e di sostenere il lavoro degli insegnanti e degli operatori sanitari. Il programma, grazie alla manualizzazione e alla formazione dedicata, può essere replicato e integrato in ulteriori contesti scolastici e comunitari”.




