Vajont, il film della memoria vince l’11° premio internazionale: successo a Napoli

Ancora un premio per il film sul Vajont.

Undici premi in pochi mesi e un successo che non accenna a fermarsi: il film legato alla tragedia del Vajont, firmato dal regista Alessandro Negrini, ha ottenuto la Menzione d’Onore alla 5ª edizione dei Robinson Film Awards di Poggiomarino, a Napoli. Dopo aver conquistato il Sibillini Film Festival, l’Ariano International Film Festival e il prestigioso Crossing The Screen di Londra, il racconto della comunità di Erto continua a raccogliere il plauso unanime di critica e pubblico.

Un “docusogno” tra memoria e resistenza

Il film non si limita a ripercorrere i tragici fatti del 1963, ma si sofferma sulla storia di Erto, il paese sopravvissuto all’onda di fango e acqua che causò quasi duemila vittime, e successivamente minacciato dal tentativo di cancellarne l’identità e la presenza dalle mappe. Attraverso uno stile sospeso tra documentario e poesia visiva, definito dalla critica “Docusogno”, Negrini racconta la lotta di una comunità e riflette sulla memoria come atto di resistenza.

“La cosa che mi emoziona di più”, ha dichiarato il regista Alessandro Negrini, “è vedere come una piccola ma potente storia di resistenza stia viaggiando e arrivi a parlare sia al pubblico italiano e straniero, sia alle giurie dei festival. Vedere Erto e il Vajont diventare una storia condivisa in tutto il mondo è una cosa che mi emoziona profondamente”.

Eccellenze tecniche e respiro internazionale

A rendere unica la pellicola contribuisce anche la fotografia che porta la firma di Oddgeir Saether (storico collaboratore di David Lynch), mentre la sceneggiatura è stata scritta a quattro mani con l’autore udinese Fabrizio Bozzetti. Le musiche originali sono invece composte da Andrea Gattico.

Il film è una co-produzione tra Italia e Slovenia (Incipit Film e Casablanca Film) ed è stato realizzato con il supporto della Friuli Venezia Giulia Film Commission, della Film Commission Torino Piemonte, del Norwegian Film Institute e del Ministero della Cultura.