Appuntamento domenica 17 maggio con i mulini aperti.
Domenica 17 maggio il Friuli riscopre uno dei suoi patrimoni più affascinanti: quello dei mulini storici, degli opifici e delle segherie ad acqua, luoghi che per secoli hanno scandito la vita delle comunità rurali e che oggi tornano ad aprire le porte ai visitatori.
Sono 21 le strutture visitabili tra Carnia e resto del Friuli in occasione delle “Giornate europee dei mulini” e della XV edizione delle “Giornate dei mulini storici”, promosse dall’Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici. Un appuntamento che unisce memoria, natura e cultura materiale, offrendo l’occasione di entrare in spazi spesso poco conosciuti, ma profondamente legati alla storia del territorio.
Una giornata tra natura e memoria contadina
L’iniziativa è coordinata dall’Ecomuseo Il Cavalîr di Fagagna, con il Museo della vita contadina Cjase Cocèl, e, per la Carnia, dal Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani” di Tolmezzo. La manifestazione si inserisce anche nel programma della Setemane de culture furlane / Settimana della cultura friulana, promossa dalla Società Filologica Friulana.
I mulini ad acqua, le segherie e gli antichi opifici non rappresentano soltanto testimonianze architettoniche del passato. Sono luoghi in cui si conserva la memoria del lavoro quotidiano, dell’economia rurale e dei saperi artigianali tramandati nel tempo. Il rumore dell’acqua, il movimento delle ruote, il profumo della farina e del legno lavorato raccontano una storia fatta di ingegno, fatica e comunità.
I mulini aperti in Carnia
Saranno 9 i luoghi aperti in Carnia. Tra questi il Mulin dal Flec e Vie dai Mulins a Illegio, il Mulino Morassi a Imponzo, il Mulino di Salino e il Mulin da Fritule a Paularo, il Mulino di Croce a Cercivento, la Segheria veneziana “Sie di Toni da Fuce” a Paluzza, il Museo del Legno e della Segheria veneziana ad Aplis di Ovaro, il Mulino Donada Baûs a Ovaro e il Mulino di Villa d’Arbal a Sostasio di Prato Carnico.
In molte strutture non ci saranno solo visite guidate, ma anche degustazioni, esperienze, attività collaterali e momenti conviviali, pensati per accompagnare i visitatori alla scoperta del territorio con un passo lento, tra natura, tradizione e cultura locale.
Gli altri mulini aperti nel resto del Friuli
Nel resto del Friuli saranno invece 12 le strutture coinvolte. Apriranno al pubblico il Mulino di Cjase Cocèl a Fagagna, l’Antico Molino F.lli Persello a Caporiacco di Colloredo di Monte Albano, il Mulino Nicli a Giavons di Rive d’Arcano, il Mulino di Basaldella / Mulin di Basandiele nel centro visite del Parco del Cormor, il Mulino Coiutti a Godia, il Mulino Burello a Udine e il Mulino di Rivis a Sedegliano.
A questi si aggiungono Al Molino di Del Negro Gino a Camino al Tagliamento, il Mulino Maiaroff a Valvasone Arzene, l’Antico Molino Pussini ad Azzida di San Pietro al Natisone, il Mulino di Prodolone a San Vito al Tagliamento e il Mulino Flambro, nel Biotopo delle Risorgive di Flambro. Anche qui mugnai e responsabili accoglieranno il pubblico con visite, laboratori, approfondimenti, degustazioni, percorsi naturalistici e attività dedicate alle famiglie.
Il concorso dedicato a mulini e mugnai
Ad anticipare la giornata, sabato 16 maggio alle 17, nella sala del Centro Servizi Museali accanto al Museo Carnico di Tolmezzo, si terrà la premiazione del concorso “Mulini e mugnai/Mulins e mulinârs”, dedicato a racconti brevi, favole e fiabe.
Il concorso, curato da Erika Di Bortolo Mel e promosso dal Museo Carnico delle Arti Popolari “Michele Gortani”, ha coinvolto le scuole dell’obbligo della Carnia. Saranno premiati i quattro migliori elaborati scelti dalla giuria presieduta da Dino Zanier. Hanno partecipato istituti e scuole di Tolmezzo, Caneva, Betania, Paluzza, Villa Santina e Ampezzo, confermando il valore educativo dell’iniziativa e il legame tra nuove generazioni e memoria del territorio.
Le aperture speciali di Adegliacco e Polcenigo
Sempre sabato 16 maggio sono previste due aperture speciali. Il Mulino di Adegliacco, ex Dominissini, in via dei Molini 32, sarà visitabile dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18. Al mattino verrà inaugurata la mostra “Oltre la linea. Costruire mondi un punto alla volta”, con disegni realizzati con la tecnica dello stippling e dedicati ai mulini e alla roggia, accompagnata da un piccolo concerto.
Il Mulino di Polcenigo sarà invece aperto dalle 15 alle 19 con l’iniziativa “Storie d’acqua, ingegno e comunità”, un approfondimento storico sugli opifici idraulici dell’Ecomuseo. Il programma prevede un incontro iniziale e un itinerario guidato tra canali, ruote e memorie del lavoro quotidiano nel borgo.
Un patrimonio da riscoprire
Le Giornate dei mulini storici diventano così un’occasione per riscoprire un Friuli fatto di acqua, lavoro e tradizioni. Un patrimonio diffuso, spesso nascosto nei borghi, lungo rogge e torrenti, che continua a raccontare il rapporto profondo tra le comunità e il paesaggio.
Domenica 17 maggio, tra Carnia e pianura friulana, i visitatori potranno entrare in luoghi dove il tempo sembra essersi fermato, ma dove il passato continua a parlare al presente attraverso il suono delle ruote, delle macine e delle segherie.
