Ospedale di Udine e Rsa sotto pressione, la Cgil “Turni massacranti e reparti al caldo”

Turni fino a dodici ore, personale ridotto, letti aggiuntivi ormai diventati strutturali e, in alcuni reparti, anche il problema del caldo. La situazione nei reparti dell’Ospedale di Udine e nelle strutture socio-sanitarie della provincia torna al centro della denuncia della Fp Cgil, che parla di un’emergenza ormai cronica e chiede un intervento straordinario sul fronte delle assunzioni.

A sollevare il caso sono il segretario provinciale e regionale del sindacato Andrea Traunero e Claudio Di Ottavio. Secondo la Fp Cgil, la carenza di infermieri e operatori socio-sanitari continua ad avere conseguenze pesanti sull’organizzazione del lavoro, sulla tenuta dei servizi e sulla qualità dell’assistenza garantita ai pazienti.

Le criticità nei reparti

La situazione più delicata, secondo la Fp Cgil, riguarda la medicina d’urgenza, considerata una vera e propria valvola di sfogo del pronto soccorso. Il reparto, denuncia il sindacato, lavora in una condizione di emergenza costante, con carichi sempre più difficili da sostenere.

Il reparto opera in costante emergenza, con turni massacranti, fino a 12 ore, che mettono allo stremo infermieri e Oss, esposti a gravi rischi per la salute psicofisica“, affermano i rappresentanti. Problemi analoghi vengono segnalati anche nei reparti di medicina, dove i cosiddetti “letti bis” non rappresenterebbero più una soluzione temporanea, ma una condizione ormai stabile. A rendere ancora più pesante la situazione, secondo Di Ottavio, ci sono anche le alte temperature.

I letti bis sono diventati cronici e la situazione è aggravata dalle temperature insostenibili, dal momento che per fare spazio ai letti extra sono stati rimossi i condizionatori portatili“, spiega il sindacalista.

La pressione sulle Rsa

L’emergenza ospedaliera, sottolinea la Cgil, si ripercuote poi sulle strutture residenziali del territorio. Particolarmente critica viene definita la situazione nelle Rsa di Gemona e Tolmezzo, dove il personale sarebbe costretto a coprire i servizi con straordinari continui e trasferimenti tra presidi diversi.

“Anche qui il personale è ridotto al lumicino e costretto a massicci straordinari. Per coprire i turni si ricorre a continui trasferimenti forzati tra i diversi presidi, inclusi dirottamenti verso il Suap-Hospice di Gemona e distacchi da Codroipo: soluzioni tampone che si limitano a spostare il problema da una struttura all’altra”, prosegue Di Ottavio.

Per il sindacato, si tratta di una gestione che non risolve le criticità alla radice, ma rischia di indebolire ulteriormente l’intero sistema, aumentando la pressione sugli operatori già in servizio.

La richiesta: assumere infermieri e Oss

La Fp Cgil chiede quindi un piano di rafforzamento degli organici, con assunzioni urgenti di infermieri e Oss. Secondo Traunero e Di Ottavio, è necessario intervenire subito per garantire sicurezza, continuità assistenziale e condizioni di lavoro sostenibili.

Servono assunzioni urgenti per garantire sicurezza e continuità assistenziale“, ribadiscono dal sindacato, indicando tra le priorità lo sblocco e l’utilizzo delle graduatorie esistenti per gli Oss e il rafforzamento degli organici infermieristici.

Misure che, secondo la Cgil, sono indispensabili non solo per ridurre il carico che grava sugli operatori, ma anche per rendere nuovamente attrattivo il lavoro nella sanità pubblica, settore che negli ultimi anni sta attraversando una fase di forte difficoltà nel reperimento e nella tenuta del personale.