U.T. Gandhi è morto oggi nella sua abitazione di Osoppo.
Il mondo della musica friulana piange U.T. Gandhi, nome d’arte di Umberto Trombetta, batterista e percussionista jazz conosciuto ben oltre i confini regionali. Il musicista è morto oggi, 10 agosto, all’età di 66 anni, dopo essere stato colto da un malore nella sua abitazione di Osoppo.
Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più conosciute del jazz friulano, protagonista di una carriera durata circa quattro decenni e costruita attraverso concerti, incisioni discografiche, collaborazioni con importanti musicisti, attività didattica e tournée che lo avevano portato sui palchi di numerosi Paesi del mondo.
Dal Friuli all’incontro con i grandi maestri del jazz
Nato a San Daniele del Friuli nel 1960, U.T. Gandhi aveva incontrato il jazz nel 1978. Autodidatta, aveva trasformato progressivamente quella passione in una professione, iniziando a collaborare con musicisti friulani e italiani e approfondendo la propria formazione anche attraverso seminari con alcuni grandi maestri della batteria jazz.
Nel corso del suo percorso aveva avuto modo di studiare e confrontarsi con musicisti come Jimmy Cobb, Tommy Campbell e Peter Erskine, esperienze che contribuirono alla crescita di uno stile personale destinato ad accompagnarlo lungo tutta la carriera.
Uno dei capitoli più importanti della sua attività artistica fu il lungo sodalizio con Enrico Rava. Gandhi fece infatti parte per otto anni dell’Electric Five del celebre trombettista, condividendo con la formazione concerti e tournée in Italia e all’estero. Con l’Electric Five attraversò l’Europa e raggiunse anche Canada e Giappone, consolidando una dimensione internazionale che sarebbe poi rimasta una costante nella sua esperienza musicale.
Una carriera sui palchi di tutto il mondo
L’attività concertistica di U.T. Gandhi non si fermò praticamente mai. Dal 1989 fino agli ultimi anni della sua attività il batterista friulano prese parte a festival, rassegne e concerti in Italia e in numerosi Paesi stranieri.La sua musica arrivò sui palchi di Europa, Sud America, Africa, Asia e Canada, facendo di Gandhi uno dei musicisti jazz del Friuli Venezia Giulia con l’esperienza internazionale più ampia.
Parallelamente ai concerti arrivarono anche numerose incisioni discografiche per importanti etichette, tra le quali Artesuono. Tra i lavori della sua produzione figura “Diario di un autodidatta”, progetto legato anche alla sua esperienza letteraria e musicale, mentre tra le pubblicazioni più recenti c’è “Farewell Dance”.
La musica portata anche nelle carceri del Friuli Venezia Giulia
L’esperienza artistica di Gandhi non si limitò però ai festival e ai grandi palchi. Per otto anni il musicista portò concerti, laboratori di percussioni e attività di musica d’insieme all’interno delle case circondariali di Udine, Pordenone, Gorizia e Tolmezzo. Un percorso nel quale la musica divenne anche strumento di incontro e partecipazione. Dall’esperienza realizzata insieme ai detenuti nacquero inoltre tre Cd, testimonianza concreta di un progetto che univa dimensione artistica e attenzione sociale.
Nel corso degli anni Gandhi lavorò anche come compositore per la danza, il teatro e la videoarte, firmando inoltre colonne sonore e collaborando con diverse realtà culturali del territorio.
L’impegno nell’insegnamento e la passione trasmessa ai giovani
Accanto all’attività sul palco, U.T. Gandhi dedicò una parte importante della propria vita anche alla formazione. Come docente organizzò e condusse laboratori e clinic dedicati alla batteria jazz e alle percussioni, rivolgendosi a musicisti e appassionati sia in Friuli Venezia Giulia sia in numerose altre città italiane.
Un’attività che gli permise di trasmettere ad altre generazioni la stessa passione che, partendo da un percorso da autodidatta alla fine degli anni Settanta, lo aveva condotto a costruire una carriera internazionale.

