Nel dolore del terremoto che ha colpito il Venezuela, dalla Caritas di Udine arriva un gesto concreto di solidarietà: una raccolta fondi per sostenere le popolazioni devastate dal sisma del 25 giugno. Un’iniziativa che unisce due terre lontane ma profondamente legate dalla storia sia nel ricordo del terremoto friulano del 1976, sia per le migliaia di friulani emigrati in Venezuela nel corso del Novecento.
Solidarietà tra Friuli e Venezuela.
Nel segno della vicinanza e della solidarietà internazionale, la Caritas udinese aderisce alla campagna “Tras el tremblor el amor” (“Amore dopo il sisma”), promossa da Caritas italiana e Caritas venezuelana.
Il sisma che ha colpito il nord del Venezuela ha provocato centinaia di vittime, decine di migliaia di dispersi e gravi distruzioni nelle aree a ovest di Caracas, spingendo la rete ecclesiale a mobilitarsi immediatamente per i primi aiuti. Il legame tra Friuli e Venezuela è particolarmente forte anche per la presenza di numerosi discendenti di emigrati friulani nel Paese sudamericano, un elemento che rende la risposta solidale ancora più sentita.
L’arcivescovo Lamba: “Siamo vicini a chi soffre”
A sottolineare la partecipazione della Chiesa udinese è l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba, nato proprio in Venezuela (a Caracas) da una famiglia di emigrati italiani. “Anche in virtù dell’analoga esperienza vissuta con il terremoto in Friuli cinquant’anni fa, ci sentiamo ancora più vicini alle famiglie colpite”, ha dichiarato Lamba. “Dalle immagini di distruzione e sofferenza si intuisce un grande dolore. Preghiamo per le comunità colpite dal terremoto”.
Le parole del presule richiamano anche il valore della memoria condivisa tra le due comunità, unite da storie di migrazione e da una solidarietà che si rinnova nei momenti di emergenza.
La raccolta fondi della Caritas di Udine per il terremoto in Venezuela
La vicinanza annunciata dall’arcivescovo si traduce in un’iniziativa concreta: una raccolta fondi aperta a parrocchie, gruppi e cittadini. Le donazioni confluiranno nella rete delle Caritas italiana e venezuelana, che opera direttamente nei territori colpiti dal sisma.
Caritas invita a non organizzare raccolte di beni materiali, per facilitare la gestione degli aiuti e garantire una distribuzione efficace nelle aree in emergenza. Le offerte possono essere inviate tramite bonifico alla Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine ETS, con causale “Terremoto in Venezuela 2026”. IBAN: IT45U 02008 12310 000001515712
La situazione nelle aree colpite.
La Chiesa venezuelana si è attivata fin dalle prime ore successive al sisma per offrire accoglienza e assistenza alla popolazione sfollata. L’arcivescovo di Caracas, mons. Raúl Biord Castillo, ha descritto una situazione critica: “Molte parrocchie presentano gravi danni strutturali, così come la cattedrale e una dozzina di chiese”.
“Molte parrocchie hanno accolto persone affinché potessero trascorrere la notte nelle loro strutture. Abbiamo già attivato una rete di solidarietà attraverso le Caritas parrocchiali“, ha spiegato il presule. “L’importante, ora, è che il popolo resti unito e dia prova di carità verso tutti, creando una rete di solidarietà. Siamo vicini a coloro che hanno perso la casa: i danni materiali sono tanti. Preghiamo per i morti, affinché il Signore dia loro un riposo eterno. Preghiamo anche per i loro familiari”
Particolarmente difficile anche la situazione nella diocesi di La Guaira, dove il vescovo mons. Pablo Modesto González Pérez ha riferito: “Siamo senza elettricità e siamo stati tutti colpiti”.
