L’Azienda regionale di coordinamento per la salute del Friuli Venezia Giulia (Arcs) è entrata formalmente nel processo come responsabile civile, insieme al Ministero dell’Interno. A rappresentare l’ente sanitario regionale sarà l’avvocato Rino Battocletti. Per il Viminale non è stato ancora ufficializzato il nome del legale incaricato, ma con ogni probabilità la difesa sarà affidata a un componente dell’Avvocatura dello Stato.
Quel tragico 31 maggio del 2024
La vicenda risale al 31 maggio 2024, quando nel fiume Natisone persero la vita tre ventenni: Bianca Doros, Patrizia Cormos e Cristian Molnar. I ragazzi furono travolti dalla piena in un tratto del corso d’acqua che, in breve tempo, si trasformò in una trappola a causa dell’improvviso innalzamento del livello. La tragedia scosse profondamente l’intera comunità regionale e aprì un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità nelle operazioni di soccorso e nella gestione dell’emergenza.
Quattro imputati per omicidio colposo
Nel processo risultano imputate quattro persone con l’accusa di omicidio colposo: tre vigili del fuoco e un operatore della Sores. L’ingresso di Arcs e del Viminale nel procedimento riguarda l’eventuale profilo risarcitorio. In caso di condanna degli imputati, infatti, saranno proprio i due enti a dover sostenere il pagamento dei danni riconosciuti ai familiari dei tre giovani. La richiesta complessiva avanzata ammonta a 3,7 milioni di euro.
La prossima udienza è fissata per il 3 marzo. Sarà un passaggio importante per definire il quadro delle responsabilità e l’eventuale posizione delle parti civili e dei responsabili civili nel procedimento.




