Gemona inaugura il Museo della Rinascita, un luogo per custodire la memoria del terremoto

Taglio del nastro per il Museo della Rinascita a Gemona.

Gemona del Friuli ha inaugurato a Palazzo Elti il nuovo Museo della Rinascita, uno spazio espositivo nato per custodire la memoria del terremoto del 1976 e raccontare, a cinquant’anni dal sisma, la forza di una comunità capace di ricostruirsi. Il museo è stato promosso dal Comune in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto e si inserisce nel più ampio percorso di valorizzazione culturale e documentaria della città.

Alla cerimonia di inaugurazione sono intervenuti il sindaco Roberto Revelant, il vicesindaco e assessore alla Cultura Flavia Virilli, che ha curato il progetto insieme a Giacomina Pellizzari, il senatore Diego Carpenedo, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini e la famiglia di Vittorino Meloni, protagonista di una donazione di particolare valore storico. Presente anche il saluto del vicepresidente e assessore regionale alla Cultura Mario Anzil, a conferma del ruolo della Regione Friuli Venezia Giulia nel percorso di catalogazione e digitalizzazione del patrimonio documentario.

Un nuovo polo culturale per Gemona

Il Museo della Rinascita nasce come parte integrante del sistema culturale cittadino e dialoga con la Biblioteca Civica Glemonense, l’Archivio Storico Comunale e con il patrimonio documentario raccolto, catalogato e digitalizzato negli ultimi anni. L’obiettivo è quello di creare un luogo capace di unire conservazione, ricerca e divulgazione, rendendo accessibili documenti, fotografie, testimonianze e materiali legati alla storia del terremoto e della ricostruzione.

Il percorso espositivo utilizza documenti originali, immagini, installazioni multimediali e strumenti digitali per raccontare non solo la tragedia del sisma, ma anche la risposta civile, sociale e istituzionale che portò alla rinascita del territorio.

“La memoria non è qualcosa da conservare sottovetro, ma un patrimonio da rendere vivo, accessibile e condiviso”, ha dichiarato il vicesindaco e assessore alla Cultura Flavia Virilli. “Abbiamo voluto creare uno spazio che sappia parlare anche a chi il terremoto non l’ha vissuto, restituendo valore ai documenti, alle fotografie e alle testimonianze che raccontano non solo una tragedia, ma la straordinaria capacità di una comunità di ricostruirsi”.

Virilli ha poi sottolineato il carattere corale del progetto, ringraziando la Regione Fvg, gli uffici comunali, la Biblioteca Civica, i professionisti, i collaboratori scientifici, le imprese e tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione del museo.

Un museo destinato a crescere

Nel suo intervento il sindaco Roberto Revelant ha evidenziato come il Museo della Rinascita rappresenti un nuovo tassello nel percorso di valorizzazione del patrimonio culturale di Gemona. Un progetto nato da un lungo lavoro di ricerca, catalogazione e digitalizzazione, che permette oggi di restituire alla comunità un patrimonio documentale di grande valore, rendendolo fruibile anche alle nuove generazioni e ai visitatori.

Uno degli elementi centrali del nuovo museo, come ricordato dalla curatrice Giacomina Pellizzari, è la sua natura dinamica. Il percorso espositivo è stato infatti pensato come un organismo aperto, destinato ad arricchirsi nel tempo grazie al contributo della comunità.

Il Comune invita quindi cittadini, famiglie, associazioni ed enti a condividere fotografie, documenti, lettere, filmati, oggetti e testimonianze che possano ampliare il patrimonio del museo e contribuire alla costruzione di una memoria sempre più partecipata e collettiva.

La donazione del cablogramma di Borges

Uno dei momenti più importanti della cerimonia è stato quello della donazione, da parte della famiglia di Vittorino Meloni, del cablogramma con il quale Jorge Luis Borges trasmise la poesia dedicata al terremoto del Friuli.

Si tratta di un documento di eccezionale valore storico e culturale, che entra ora a far parte del patrimonio del Museo della Rinascita. La donazione rafforza il legame tra la vicenda del sisma friulano e l’attenzione che quella tragedia seppe suscitare anche nel panorama culturale internazionale.

Nel corso dell’inaugurazione, il consulente scientifico Diego Carpenedo ha richiamato il significato del lavoro svolto in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto, sottolineando come le iniziative realizzate in questi mesi rappresentino un patrimonio destinato a restare nel tempo. Mostre, ricerche, documentazione e progetti culturali diventano così un’eredità preziosa per rafforzare la conoscenza della storia della ricostruzione e valorizzare il territorio anche dal punto di vista culturale e turistico.

Con il Museo della Rinascita, Gemona del Friuli aggiunge un nuovo tassello al proprio sistema culturale. Un luogo in cui la memoria non si limita a conservare il passato, ma continua a generare conoscenza, partecipazione e consapevolezza.