Il governo ha depositato l’emendamento al disegno di legge sulla Protezione civile, attualmente all’esame del Senato, con l’obiettivo di introdurre una nuova disciplina sulla responsabilità penale per i reati colposi commessi nell’esercizio delle attività di Protezione civile. A renderlo noto è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, firmatario del testo a nome del ministro Nello Musumeci e dell’esecutivo.
La misura arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema della Protezione civile, anche alla luce del caso Preone, che in Friuli Venezia Giulia ha aperto un ampio dibattito sulle responsabilità di sindaci, coordinatori e volontari impegnati nelle attività sul territorio.
L’emendamento al ddl Protezione civile
“Ho depositato a mia firma, a nome del ministro Musumeci e del governo, l’emendamento al ddl Protezione Civile, in esame in Senato, che introduce, tra le altre cose, una nuova disciplina generale sulla responsabilità penale relativa a tutti i reati colposi per fatti avvenuti nell’esercizio delle attività di Protezione Civile”, ha dichiarato Ciriani.
Il ministro ha sottolineato come il governo abbia agito “con celerità ed attenzione”, dopo un confronto con i gruppi parlamentari. L’obiettivo, ha spiegato, è quello di garantire un quadro normativo più chiaro per chi opera nelle emergenze e nelle attività di prevenzione, evitando che l’incertezza sulle responsabilità possa frenare l’azione di volontari, amministratori e operatori.
Il riferimento al caso Preone
Il tema è diventato centrale dopo la vicenda giudiziaria di Preone, dove la morte del volontario Giuseppe De Paoli, travolto da un albero durante un’attività di bonifica, ha portato alla condanna in primo grado del sindaco Andrea Martinis e del coordinatore del gruppo comunale di Protezione civile Renato Valent.
Una sentenza che aveva provocato forte preoccupazione in Friuli Venezia Giulia e non solo, con molti amministratori locali che avevano evidenziato il rischio di un rallentamento delle attività di Protezione civile per il timore di conseguenze penali anche in contesti complessi e operativi.
L’appello di Ciriani: “Approvazione veloce e unanime”
Ciriani ha auspicato ora un percorso rapido e condiviso in Parlamento. “Mi auguro che le diverse forze politiche si uniscano nel comune intento di dare agli uomini e alle donne della Protezione Civile, volontari, operatori e dirigenti, la possibilità di lavorare con serenità e continuare ad apportare il loro prezioso contributo per la collettività, in Friuli Venezia Giulia e in tutta Italia”, ha affermato.
Il ministro ha quindi concluso con un appello all’unità: “Auspico una approvazione veloce e unanime dell’emendamento e un iter rapido per tutto il disegno di legge. Il governo ha fatto quanto necessario e quanto è nelle sue possibilità per assicurare il miglior risultato possibile”.
