Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono arrivati a Gemona del Friuli per commemorare il cinquantesimo anniversario del terremoto che il 6 maggio 1976 devastò il Friuli. Una presenza istituzionale di altissimo rilievo per ricordare le vittime del sisma e rendere omaggio alla rinascita di una terra che, dopo la tragedia, seppe rialzarsi diventando un modello di ricostruzione.
La giornata commemorativa si è aperta al cimitero di Gemona, uno dei luoghi simbolo della memoria del terremoto. Qui il Capo dello Stato e la Presidente del Consiglio hanno deposto una corona di fiori al monumento dedicato alle vittime del sisma. Alla cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il sindaco di Gemona, Roberto Revelant.
Un momento semplice e solenne, segnato dal silenzio e dal raccoglimento. Davanti al monumento è stato osservato un minuto di silenzio in memoria di chi perse la vita in quella notte drammatica, quando la scossa cancellò interi paesi, provocando quasi mille vittime e lasciando migliaia di persone senza casa.
La cerimonia al Teatro Sociale
Dopo la commemorazione al cimitero, Mattarella e Meloni si sono trasferiti al Cinema Teatro Sociale di Gemona, dove è in programma una seduta straordinaria del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia.
Nel corso della cerimonia sono previsti gli interventi delle principali autorità istituzionali, in una giornata che assume un forte valore civile e simbolico. Gemona, tra i centri più colpiti dal terremoto del 1976, rappresenta ancora oggi uno dei luoghi più significativi della memoria friulana, ma anche della ricostruzione che seguì alla tragedia.
Il video.
Il ricordo del terremoto e della rinascita
Il terremoto del Friuli resta una delle pagine più dolorose della storia recente della regione. La scossa del 6 maggio 1976 colpì duramente il territorio, distruggendo case, chiese, scuole e interi borghi. Ma da quella devastazione nacque anche una grande prova collettiva di ricostruzione.
Gemona divenne uno dei simboli di quella rinascita. La città, gravemente danneggiata, seppe ricostruire il proprio tessuto urbano e sociale, mantenendo viva la memoria delle vittime e trasformando il dolore in impegno per il futuro.
A cinquant’anni di distanza, la commemorazione con Mattarella e Meloni richiama non solo il ricordo della tragedia, ma anche il valore di ciò che il Friuli seppe costruire dopo il sisma: un modello fondato sulla partecipazione delle comunità locali, sulla responsabilità delle istituzioni e sulla volontà di restituire vita ai paesi colpiti.

