Alla Galleria Spazzapan di Gradisca si riscopre la rivoluzione artistica degli anni Settanta

Una stagione artistica vivace e sperimentale, rimasta però a lungo ai margini della storiografia nazionale. È quella che racconta “FVG70.02. Nuovi modelli di ricerca”, la nuova mostra che sarà inaugurata giovedì 23 luglio alle 18 alla Galleria regionale d’Arte contemporanea Luigi Spazzapan di Gradisca d’Isonzo.

L’esposizione, visitabile fino al 29 novembre 2026, rappresenta il secondo capitolo del progetto “FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70” e rientra nel programma degli appuntamenti collaterali alla mostra “Italia Settanta. La creatività come antidoto. Arte Moda Design”.

Il “muro invisibile” dell’arte regionale

Tra gli anni Sessanta e Settanta il Friuli Venezia Giulia fu attraversato da esperienze, linguaggi e sperimentazioni capaci di dialogare con le principali ricerche artistiche italiane e internazionali. Nonostante la loro importanza, tuttavia, molte di queste esperienze hanno ricevuto soltanto un riconoscimento parziale a livello nazionale.

La mostra parte proprio da questa consapevolezza e propone una rilettura di quel periodo attraverso il concetto di “muro invisibile”, inteso come la barriera simbolica che ha separato la vitalità della ricerca artistica regionale dalla sua piena ricezione critica.

Il progetto è curato da Lorenzo Michelli, curatore e conservatore della Galleria Spazzapan, e mette in relazione artisti, istituzioni, gallerie, associazioni culturali e spazi di sperimentazione che contribuirono a costruire l’identità contemporanea del territorio.

Più che offrire una ricostruzione definitiva, il percorso vuole restituire la complessità di un sistema culturale aperto, caratterizzato da numerose relazioni e da un costante confronto con quanto stava accadendo nel resto d’Italia e all’estero.

Un percorso espositivo su tre livelli

L’allestimento si sviluppa sui tre piani della Galleria Spazzapan. Al piano terra viene ricostruita la geografia della ricerca artistica nei poli di Udine e Pordenone.

Il primo piano è invece dedicato alle esperienze sviluppatesi a Trieste, nel Goriziano e a Gradisca d’Isonzo, città che negli anni Settanta ebbe un ruolo centrale nella promozione e nella diffusione dell’arte contemporanea regionale.

Il secondo piano propone diversi nuclei tematici: Arte e femminismo, La cultura del progetto, Pura pittura, pura scultura, Continuità e trasformazione e Strutture primarie. Sezioni che permettono di approfondire linguaggi, tendenze e trasformazioni che segnarono quel decennio.

Una nuova lettura dell’identità artistica del Friuli Venezia Giulia

“FVG70.02. Nuovi modelli di ricerca” si presenta quindi come un’occasione di studio e di approfondimento, pensata per offrire nuovi strumenti con cui comprendere uno dei periodi più intensi della cultura contemporanea regionale.

Il progetto più ampio “FVG Settanta. Arti visive in Friuli Venezia Giulia negli anni ’70” punta infatti a riportare alla luce artisti, mostre, eventi, reti di relazioni e progetti culturali che contribuirono a definire l’identità artistica della regione.