Mercato immobiliare in ripresa: boom di richieste per mutui e surroghe

Inversione di rotta per i prestiti delle banche al settore privato: nonostante la situazione economica sia ancora incerta, il mercato immobiliare sembra in ripresa, come dimostra l’aumento delle richieste di mutui e surroghe da parte delle famiglie italiane. Lo rende noto Banca d’Italia, che nel rapporto statistico mensile mostra come i prestiti alle famiglie abbiano fatto segnare a maggio una crescita rispetto al corrispondente mese del 2020, in linea con il clima di maggior fiducia dei consumatori.

Il motivo che spinge gli italiani a chiedere un mutuo è l’acquisto della prima casa o di un’abitazione più grande rispetto a quella già posseduta. Si segnalano infatti aumenti rilevanti nelle ricerche in rete di immobili in vendita, segnale di un mercato immobiliare che ha retto bene l’impatto della pandemia. In aumento anche chi decide di optare per una nuova banca per avere condizioni migliori rispetto al finanziamento in essere.

Il mercato immobiliare italiano è in ripresa

Il 2020 non è stato certo un anno da celebrare per il mercato immobiliare italiano, che ha registrato un calo del 7,7% su base annua, tutto sommato però l’anno si è chiuso meno peggio di quanto si potesse presagire considerando che per almeno due mesi non si sono potute effettuare né visite agli immobili né tanto meno rogiti. In valori assoluti, le transazioni sono state 500.000 (100.000 in meno rispetto al 2019, complice appunto il lockdown di primavera), dimostrando come il comparto immobiliare sia rimasto estremamente vivace.

Sebbene il calo delle compravendite sia proseguito anche nel primo trimestre del 2021, per fortuna quel periodo sembra essere stato prontamente superato. Lo dimostrano i nuovi numeri del mercato immobiliare che, già da aprile, ha fatto notare una ripresa. Il trend è di un ritorno ai livelli pre-Covid, quando il comparto del mattone in Italia era in salute, con un andamento delle compravendite in aumento da almeno cinque anni.

Merito anche dei tassi d’interesse sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di un’abitazione che, al lordo delle spese accessorie del mutuo, si sono mantenuti molto bassi, nonostante un lieve balzo in avanti che non ha però impattato sulla convenienza dei mutui a tasso fisso.

Che cosa ha favorito la ripresa

Il rinnovato interesse verso l’acquisto di un immobile ad uso abitativo è sorretto da diverse motivazioni. Sulla ripresa del mercato immobiliare ha influito innanzitutto il calo dei prezzi degli immobili, in discesa in tutto il Paese per via dell’eccesso di offerta. Un’altra leva che ha incentivato le compravendite riportandole quasi a livelli pre-pandemia è rappresentata dai tassi d’interesse sui nuovi mutui bancari che, stando alle dichiarazioni dell’Abi(Associazione Bancaria Italiana), si mantengono su livelli particolarmente bassi, in alcune città sui minimi storici.

A spingere le domande di case anche le misure anti Covid, che hanno mutato le esigenze degli italiani, oggi più interessati ad abitazioni residenziali più grandi, con più locali, spazi verdi e situate in periferia, ma anche alle seconde case.

Il comparto è stato trainato anche il boom delle surroghe: i tassi d’interesse estremamente vantaggiosi hanno spinto molti mutuatari a prendere in considerazione l’ipotesi di spostare il proprio mutuo in un’altra banca e a rinegoziare anche contratti di recente stipula.

Le agevolazioni per i giovani che vogliono accendere un mutuo

La ripresa del mercato immobiliare è stata favorita anche dalle agevolazioni statali introdotte per aiutare i giovani ad acquistare la prima casa. A tal proposito, ricordiamo che il primo strumento di supporto è il Fondo di garanzia per la prima casa. Si tratta di un incentivo rivolto ai cittadini under 36 (in precedenza la soglia era di 35 anni) che hanno intenzione di contrarre un mutuo per l’aquisto di un immobile da adibire ad abitazione principale ma non hanno garanzie da prestare agli istituti di credito. Grazie a questo fondo, lo Stato si fa garante nei confronti della banca all’80% dei finanziamenti richiesti. Tra le misure introdotte dal governo con il decreto Sostegni bis va ricordata anche l’esenzione dalle imposte di registro, ipotecaria e catastale fino al 30 giugno 2022.

L’identikit dei nuovi acquirenti

Per quanto riguarda il profilo di chi cerca casa, l’aumento delle richieste di mutuo è stato riscontrato soprattutto nella fascia compresa tra i 18 e i 24 anni, con un +2% rispetto a un anno fa, mentre chi ha effettuato l’acquisto di un fabbricato residenziale nel 27,5% dei casi ha un’età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Il mercato è fatto sempre più da famiglie che vogliono migliorare la propria situazione abitativa comprando una casa con qualche metro quadro in più e spazi modulabili per lo smart working. Gli acquirenti sono anche più attenti ai comfort, a un’ottima connessione internet e alla dotazione di ambienti esterni privati, come un giardino o un grande terrazzo. Inoltre, le mutate esigenze hanno portato un aumento di ricerche di abitazioni indipendenti e di immobili da ristrutturare, il cui acquisto è sostenuto dagli incentivi fiscali legati alla ristrutturazione edilizia e dall’ecobonus con estensione al 110% che sarà mantenuto fino al 2022.

Si segnala infine che un’importante fetta del totale del mercato creditizio è rappresentata dalle erogazioni di mutui di surroga, in crescita grazie all’ulteriore abbassamento dei tassi di riferimento e alla crescente digitalizzazione dei processi che ha permesso la sottoscrizione dei contratti anche nel periodo di lockdown. Per quanto riguarda l’importo dei mutui, quello maggiormente richiesto (40%) è al di sotto dei 100.000 euro.

Quali sono le prospettive per il futuro

Avventurarsi in previsioni sul mercato della casa è alquanto pericoloso, tuttavia la situazione sembra in netto miglioramento rispetto all’anno scorso. Il comparto ha retto bene l’impatto dell’emergenza sanitaria ed è andato meglio del previsto, con una tenuta maggiore nei piccoli centri piuttosto che nelle grandi città.

Gli esperti sono tutti abbastanza ottimisti e concordano sul fatto che dalla seconda metà del 2021 dovrebbe esserci una risalita che aprirebbe la strada a una crescita costante per i successivi tre anni. Per quanto riguarda i prezzi, oggi in lieve discesa, è prevista stabilità nel corso del 2020 e poi una risalita nel 2023. Insomma, nonostante la pandemia, per il 2022 le ipotesi sono per una crescita importante.

Condividi l'articolo