A Monfalcone, gli islamici sono rimasti senza spazi per il Ramadan: glieli dà la Chiesa.
In una Monfalcone segnata da un lungo braccio di ferro amministrativo sui luoghi di culto islamici, arriva un segnale di distensione che muove dalla Costituzione e dal dialogo interreligioso. La Chiesa locale ha deciso di tendere la mano alla comunità musulmana, rimasta senza spazi per le proprie funzioni, mettendo a disposizione locali e oratori per il mese sacro del Ramadan.
La decisione è stata ufficializzata dai parroci monsignor Paolo Zuttion e don Flavio Zanetti attraverso un messaggio pubblicato sul sito dell’Arcidiocesi di Gorizia. Le parole dei sacerdoti, concordate con l’Amministratore Apostolico diocesano, richiamano i principi fondamentali dello Stato:
“In considerazione del diritto sancito anche dalla nostra Carta Costituzionale per tutti (cittadini e stranieri) di poter professare e pregare secondo la propria esperienza religiosa, senza entrare nelle polemiche politiche che caratterizzano lo stato attuale dei rapporti nel nostro territorio, noi parroci riteniamo doveroso raccogliere la richiesta della comunità musulmana ed offrire, per quanto è possibile, lo spazio e i tempi necessari”.
L’ospitalità alle Stalle Rosse e a San Michele
L’accordo prevede un calendario preciso per garantire a entrambe le comunità di vivere i propri riti in armonia. In particolare, ogni venerdì i fedeli di religione musulmana — in gran parte di origine bengalese — troveranno ospitalità presso la struttura delle Stalle Rosse a Staranzano. A questa si aggiunge la disponibilità dell’oratorio di San Michele, messa a disposizione da don Zanetti.
Il gesto acquista un valore simbolico ancora più profondo per la coincidenza, quest’anno, dei calendari liturgici: “Nel tempo della nostra Quaresima che coincide con il loro mese sacro, ci accomuni il desiderio di maturare sentimenti di rispetto reciproco e di attenzione all’altro superando le paure e le diffidenze degli uni verso gli altri. Auguriamo a cristiani e musulmani un buon tempo e cammino di preghiera”.
Il messaggio di monsignor Radaelli.
Anche monsignor Carlo Roberto Maria Radaelli ha mandato un messaggio alla comunità musulmana: “Care sorelle e fratelli musulmani, a nome dei fedeli della Arcidiocesi di Gorizia, sono lieto di presentarvi gli auguri fraterni per un mese di Ramadan ricco di benedizioni e crescita spirituale. Digiuno, preghiera, elemosina, ci avvicinano a Dio Onnipotente nostro Creatore e a tutti coloro con i quali viviamo e lavoriamo, aiutandoci a camminare sulla strada della fraternità”.
“Quest’anno, per una coincidenza che appare come una Grazia, il mese sacro del Ramadan per i musulmani e il tempo di Grazia della Quaresima per i cristiani coincidono nel loro giorno d’inizio. Ancora di più allora ci possiamo sentire tutti chiamati a “camminare insieme”, per essere donne e uomini di preghiera.
“Siamo chiamati a condividere la nostra crescita spirituale così come ci indica Papa Leone XIV nel suo Messaggio per la Quaresima chiedendo a Dio il dono dell’ascolto della Parola, la conversione che nasce dal digiuno e la condivisione con i poveri.
“Noi, cristiani e musulmani, vogliamo essere operatori di Pace per la vita presente, testimoni e costruttori di questa fraternità specialmente in questo momento storico caratterizzato da guerre e discordie. Come segno di vicinanza spirituale, vi assicuriamo i migliori auguri di un mese di Ramadan sereno. Possiate godere delle abbondanti benedizioni dell’Onnipotente“.




