Gli interventi in Cardiologia all’ospedale di Pordenone.
La Cardiologia dell’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale (ASFO) ha segnato un importante passo avanti tecnologico con l’esecuzione, per la prima volta a Pordenone, di due interventi di chiusura del difetto interatriale per via percutanea. La procedura permette di intervenire su un’anomalia cardiaca congenita senza ricorrere alla chirurgia tradizionale e all’apertura del torace.
Un lavoro di squadra
Le procedure sono state portate a termine da un’équipe multidisciplinare composta da cardiologi interventisti, anestesisti, ecocardiografisti, infermieri e tecnici di radiologia. “Gli interventi hanno riguardato pazienti selezionati con cura dopo un completo percorso diagnostico”, spiega la dottoressa Daniela Pavan, direttrice della Cardiologia. “In entrambi i casi la procedura è risultata efficace, con un decorso regolare e senza complicanze”.
Cos’è il difetto interatriale
Il difetto del setto interatriale consiste in una comunicazione anomala tra le due cavità superiori del cuore (gli atri). Sebbene in molti casi non dia sintomi immediati, in alcuni soggetti può causare nel tempo complicazioni serie, come eventi ischemici cerebrali, embolie o scompenso cardiaco.
La tecnica mini-invasiva
Mentre in passato l’unica opzione era l’operazione cardiochirurgica classica, oggi la tecnica percutanea permette un approccio molto più dolce. Attraverso un piccolo catetere inserito dalla vena della gamba, i medici raggiungono il cuore e posizionano un dispositivo che sigilla l’anomalia.
Questa tecnica garantisce un recupero molto più rapido e permette di trattare in sicurezza anche i pazienti con un profilo di rischio più elevato.
Cure più vicine ai cittadini
“L’introduzione di questa metodica rappresenta un risultato di grande valore per la crescita della
cardiologia interventistica e strutturale e testimonia l’importanza della collaborazione tra Strutture
ospedaliere, in particolare con la Struttura di Anestesia diretta dal dottor Tommaso Pellis” .
“L’avvio di questo nuovo percorso assistenziale permetterà ai pazienti affetti da difetto interatriale, suscettibili di trattamento mini-invasivo, di essere valutati e trattati presso ASFO, riducendo la necessità di trasferimenti verso altre sedi e garantendo un percorso di cura sempre più completo”, conclude la dottoressa Pavan.




