Si è spento Stefano Marangone.
Si è spento nella mattinata di domenica 25 gennaio, circondato dal calore di quella casa che per lui era diventata un fortino di libertà e dignità: Stefano Marangone, ex calciatore dilettante classe 1966, ha ceduto alla Sclerosi Laterale Amiotrofica dopo una battaglia durata 23 anni, vissuta con un coraggio fuori dal comune e un viscerale amore per la vita.
La partita più difficile per Stefano era iniziata nel 2002, quando indossava ancora la maglia del Lavarianmortean: comparvero i primi sintomi, fino alla diagnosi di Sla. Da quel momento, il suo unico ponte verso l’esterno è diventato un puntatore oculare.
Con quello strumento Stefano ha continuato a scrivere, a comunicare e a testimoniare la sua esistenza. Nel libro “Il mondo scritto con gli occhi” — con la prefazione dell’ex capitano interista Javier Zanetti, di cui Stefano era fervente tifoso — aveva raccolto anni di messaggi e riflessioni, dimostrando che un corpo immobile non ferma un’anima innamorata della vita.
La battaglia per il diritto a restare a casa.
Accanto a lui, la moglie Paola, maestra elementare che non lo ha mai lasciato solo. Insieme hanno trasformato la malattia in una battaglia politica e civile. Stefano non chiedeva pietà, ma diritti: chiedeva un’assistenza domiciliare specializzata e dignitosa. “Rinunciare al mio mondo, alla stanza creata su misura per me, significherebbe chiedermi se valga la pena vivere”, diceva. E per il diritto di rimanere a casa, aveva avviato diverse raccolte fondi, l’ultima lo scorso ottobre.




