I beni sequestrati nella fabbrica illegale di sigarette a Spilimbergo diventano aiuti nelle emergenze

I beni sequestrati nella fabbrica clandestina di sigarette di Spilimbergo donati alla Croce Rossa e alla Protezione Civile.

Camion, muletti, potenti generatori elettrici, materassi, coperte e decine di bancali di generi alimentari. Fino a poche settimane fa servivano a mantenere operativa una fabbrica clandestina di sigarette scoperta a Spilimbergo; ora saranno utilizzati per sostenere le attività della Croce Rossa Italiana del Friuli Venezia Giulia e della Protezione Civile del Lazio.

Il materiale, per un valore complessivo stimato in oltre mezzo milione di euro, è stato affidato e donato agli enti dopo l’autorizzazione dell’Autorità giudiziaria, trasformando così i beni sequestrati durante l’operazione della Guardia di Finanza in strumenti a disposizione della collettività.

La fabbrica clandestina scoperta a Spilimbergo

L’operazione risale alla notte tra il 27 e il 28 maggio, quando i finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Udine, con la collaborazione dei colleghi di Pordenone, avevano individuato e sequestrato nel territorio di Spilimbergo uno stabilimento di circa 9mila metri quadrati utilizzato per la produzione clandestina di sigarette.

All’interno della struttura erano stati trovati camion, muletti per la movimentazione delle merci e generatori elettrici di grande potenza, indispensabili per garantire il funzionamento dell’impianto nascosto. I militari avevano inoltre rinvenuto ingenti quantità di alimenti a media e lunga conservazione, prodotti per l’igiene e la cura personale, materassi, coperte e altri beni di prima necessità.

Secondo quanto ricostruito durante l’operazione, il materiale avrebbe dovuto consentire agli oltre 40 operai potenzialmente impiegati nello stabilimento di rimanere all’interno del capannone anche per diverse settimane senza la necessità di uscire, contribuendo così a mantenere nascosta l’attività illegale.

Camion e generatori destinati alle operazioni di Protezione Civile

Nei giorni scorsi, una volta ottenuto il via libera dell’Autorità giudiziaria, è iniziata la nuova destinazione dei beni che possono ancora essere utilizzati. I camion, i muletti e i generatori elettrici da 240 kilowatt ciascuno sono stati affidati alla Protezione Civile e potranno essere impiegati per fornire supporto logistico e operativo durante calamità naturali e situazioni di emergenza.

Attrezzature acquistate e utilizzate per sostenere una produzione clandestina potranno quindi essere impiegate per garantire energia, trasportare materiali e supportare le operazioni di soccorso quando sarà necessario intervenire sul territorio.

Alimenti, materassi e coperte alla Croce Rossa del Friuli Venezia Giulia

Un’altra parte consistente dei beni sequestrati è stata invece destinata al Comitato regionale Friuli Venezia Giulia della Croce Rossa Italiana. Si tratta di decine di bancali di derrate alimentari e beni di prima necessità, oltre a materassi e coperte, che potranno essere utilizzati sul territorio regionale nelle attività di assistenza, nella gestione dei soccorsi, negli interventi sanitari e nei servizi di supporto sociale.

La destinazione del materiale consentirà inoltre agli enti coinvolti di ridurre i costi necessari all’acquisto di mezzi, attrezzature e beni che vengono normalmente utilizzati nelle emergenze e nell’assistenza alle persone in difficoltà.

L’operazione rappresenta così un esempio di riutilizzo a fini sociali dei beni sequestrati: materiale sottratto a un’attività illecita che, anziché rimanere inutilizzato, viene messo a disposizione di organizzazioni chiamate quotidianamente a intervenire per la sicurezza e l’assistenza della popolazione.